Cioccolato: il cibo degli dei

Cioccolato: il cibo degli dei

Sebbene la sua origine sia esotica, più specificatamente sudamericana, gli europei hanno imparato a lavorarlo, a trasformarlo e ad associarlo ad impensabili ingredienti, diventando di nome e di fatto dei veri e propri maestri. Si perché gli esperti del cioccolato, coloro che ne conoscono e serbano ogni più piccolo segreto, coloro che per essere definiti tali devono seguire corsi su corsi, sono definiti e conosciuti come maestri cioccolatieri.

 

Cioccolato Attenzione amanti del cioccolato: il cioccolismo, la dipendenza da cioccolato equiparata ad alcolismo e tabagismo, è dietro l’angolo!

 

La storia del cioccolato, il cibo degli Dei

 

E pensare che la storia del cioccolato, che è in tutto e per tutto un alimento che deriva dai semi dell’albero di cacao, sembra nascere e mescolarsi con la vita e le usanze delle civiltà precolombiane: i maya e gli aztechi usavano i chicchi di cacao come moneta di scambio oppure li bruciavano, assieme all’incenso, durante i loro riti. In verità i maya chiamavano cioccolato una bevanda di cacao preparata con acqua calda e spesso aromatizzata con peperoncino e pepe, chiamata da loro “cibo degli dei” e il cui consumo era destinato solo ad alcune classi sociali come sovrani, nobili e guerrieri. Furono gli spagnoli, detentori esclusivi di tale prodotto in Europa, successivamente alla scoperta delle “americhe” ad opera di Cristoforo Colombo nel 1492, a modificare il prodotto originale, eliminando il peperoncino e aggiungendo vaniglia e zucchero per ovviare al naturale sapore amaro del cacao. A tal proposito è curioso sapere che furono proprio gli spagnoli ad esportare presso la Contea di Modica, all’epoca un loro protettorato, la tradizionale lavorazione, di origine azteca, per la produzione di tavole di cioccolata solida: tuttora il cioccolato modicano è un fiore all’occhiello della produzione alimentare siciliana!

 

Ma questo è solo uno degli innumerevoli prodotti a base di cioccolato che si sono talmente radicati con la storia delle loro terre di origine, da diventare, al giorno d’oggi, veri e propri simboli di città, regioni e addirittura popoli: chi non associa la gianduia alla città di Torino e alle Langhe?! Chi non pensa a Vienna, se non all’intero impero austriaco guardando e assaggiando la sacher torte?! Chi mangiando quelle palline tonde al cioccolato, con ripieni morbidi non è d’accordo con chi celebra Bruxelles la patria delle praline?! Innumerevoli sarebbero gli esempi che esplicherebbero quanto il consumo di cioccolato e derivati sia radicato nei nostri usi e consumi, ma a questo punto, per non limitarci a quella che risulterebbe una vera e propria lista dei desideri del goloso, vediamo cosa si nasconde nei meandri di questo sogno a bocca aperta.

 

Caratteristiche nutrizionali

 

i tre tipi principali di cioccolato: fondente, al latte, bianco.Le tre varietà classiche di cioccolato: fondente, al latte e bianco

 

Proprio perché esiste una grande varietà di ingredienti e di ricette, è difficile fare una stima precisa di quelle che sono le caratteristiche nutrizionali, anche se, prendendo in esame le tre tipologie classiche di cioccolato ( quello fondente, quello al latte e quello bianco) possiamo notarne le differenze: il cioccolato fondente ha una percentuale di carboidrati superiore rispetto al cioccolato al latte e a quello bianco (rispettivamente 60,3%, 57% e 52%), mentre quest’ultimo ha un contenuto lipidico superiore degli altri due ( lipidi c. fondente 33,4%; lipidi c. al latte 32,3%; lipidi c. bianco 37%). Per quel che riguarda invece il contenuto proteico, quello fondente ne possiede un 3,2%, mentre simili sono gli indici proteici delle restanti tipologie rispettivamente col 7,6 % e 7,5 %.

 

Le proprietà benefiche del cioccolato: ma attenzione, la dipendenza è dietro l’angolo!

 

Più interessante è sapere che, da più studi, stanno arrivando conferme sul fatto che il cioccolato riduca i fattori di rischio cardiovascolare attraverso il suo alto contenuto di flavonoidi ai quali è riconosciuto un grande potere antiossidante: mentre il cioccolato al latte non avrebbe nessun effetto, quello fondente aumenterebbe del 20% la concentrazione di antiossidanti nel sangue. Inoltre sembra che alcuni aminoacidi presenti nella cioccolata siano responsabili di una produzione superiore di serotonina e di endorfine, rispettivamente gli ormoni responsabili del benessere fisico e del buon umore.

Alla luce di questi dati sembrerebbe che il cioccolato sia l’alimento perfetto poiché associa delle caratteristiche organolettiche di sicuro appeal a delle proprietà afrodisiache e antidepressive.. invece non è tutto oro quello che luccica. Pare che esista, al pari dell’alcolismo e del tabagismo, una vera e propria dipendenza da cioccolato, il cioccolismo, che, soprattutto nei paesi occidentali, vedrebbe colpire il 40% della popolazione femminile e il 15% della popolazione maschile.

 

 

Come per qualsiasi alimento, anche la quantità e la qualità di cioccolato può influire direttamente e indirettamente sulla salute, sia negativamente che positivamente, tuttavia è fuori discussione la sua capacità di appagare e coccolare il palato in modo quasi impensabile e irreale, facendoci venire il dubbio, nel momento dell’assaggio, di essere effettivamente davanti a qualcosa di divino…che sia veramente il Cibo degli Dei?!

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Francesco Gardelli

Laureato in scienze e tecnologie alimentari e collaboratore di un laboratorio che si occupa di analisi alimentari. Appassionato della storia, del folklore e dei prodotti enogastronomici tipici della mia terra e di tutte le regioni italiane, mi aggiro per sagre e feste paesane all'assidua ricerca di cibi sconosciuti o da altri millantati. Amante e pseudogiocatore amatoriale della pallacanestro, non ho ancora capito se mi da più soddisfazione un canestro da tre punti o una grigliata di mora romagnola.