Colazione salata: sai cosa mangi?

Colazione salata: sai cosa mangi?

Chi è d’attitudine cosmopolita non trova difficile rinunciare alla tradizionale colazione dolce all’italiana, con cornetto e cappuccino, per avventurarsi in nuove esperienze gustative, intraprendendo anche la via del salato.

Nell’immaginario collettivo, la colazione salata per antonomasia è quella in stile British, in cui non possono di certo mancare le uova ed il famoso bacon: chi ama iniziare la giornata in modo coraggioso con l’ebbrezza del salato, avrà già l’acquolina in bocca.

 

Colazione salata con uova, bacon e pane tostato

 

Per prima cosa, prendiamo il pane dalla nostra dispensa: il “Pane Bianco con Olio di Oliva Pam & Panorama” si presta benissimo alla nostra ricetta. Mentre mettiamo due fette nel tostapane, apriamo l’App Edo e riveliamo il punteggio: 6,4 (*).

 

Pane bianco a fette

 

Ecco schierati i componenti:

 

Farina di grano tenero tipo 0, acqua, olio di oliva 3%, sale, olio di palma, lievito di birra, farina di malto da frumento. Trattato con alcol etilico.

 

Possiamo subito notare che, a dispetto di quello che il nome del prodotto potrebbe comunicarci, oltre all’olio di oliva è presente un’altra fonte di grasso, l’olio di palma. E se l’olio di palma ha attirato molte attenzioni su di sé, per la sua pessima fama di grasso ricco in saturi, spesso con l’olio di oliva si tende ad essere indulgenti, forse per la sua lontana parentela con il pregiato olio extravergine di oliva, anche se i processi di raffinazione a cui è sottoposto non lo rendono l’alleato ottimale della nostra salute.

Ma in questo caso ciò di cui dovremmo maggiormente preoccuparci non sono i grassi, dal momento che una porzione di pane (50g) ci apporta meno del 5% della soglia di grassi raccomandata, bensì il sale: con sole due fette, raggiungiamo il 14% dell’assunzione consigliata, e siamo solo al principio della nostra colazione e della nostra giornata!

Prima che il pane possa bruciarsi, pensiamo a preparare gli altri ingredienti della nostra ricetta. Prendiamo il “Bacon Fette Pancetta Affumicata Fratelli Beretta“: il suo punteggio 3,9 (*) non è molto rassicurante, anzi, ci fa presagire che la situazione è sull’orlo del precipizio.

 

Bacon

 

Ecco cosa troviamo nell’etichetta:

 

Carne di suino, sale, destrosio, spezie, aromi, antiossidante: ascorbato di sodio; conservante: nitrato di potassio, nitrito di sodio. Confezionata in atmosfera protettiva.

 

Aprendo la seconda schermata dell’app, relativa a Pro & contro, la distesa di avvertenze rosse ci fa subito sussultare: molte calorie, molti grassi, molti grassi saturi, molto sale, aromi ed additivi controversi. I nostri 50 g di bacon, infatti, ci apportano ben il 27% della quantità di grassi che dovremmo consumare nell’arco della giornata, e ben il 25% del totale di saturi che dovremmo ingerire.

Senza dimenticare che il sale schizza vertiginosamente alle stelle: pane più bacon ci forniscono il 41% della quota giornaliera di sodio che una persona adulta in buona salute dovrebbe introdurre.

Completano questo triste quadro alcuni additivi, E250 ed E252, rispettivamente nitrito di sodio e nitrato di potassio: la loro brutta nomea è legata al fatto che, nello stomaco, possono dar vita a composti dannosi per il nostro organismo.

Ma non è finita qui: dopo aver posizionato la nostra croccante pancetta sul pane abbrustolito, dobbiamo ancora occuparci delle uova. Apriamo la nostra confezione di “10 Uova Fresche Medie Antica Fattoria“, rompiamo un uovo e con molta attenzione lo mettiamo nel pentolino con l’acqua in bollore (per oggi facciamo a meno dei grassi extra dell’uovo all’occhio di bue).

 

Uovo in camicia

 

Il punteggio di questo prodotto è piuttosto alto, 7,3 (*): saprà il nostro uovo in camicia riscattare l’onore della colazione?

Purtroppo, dobbiamo ammettere che il riepilogo finale sancisce la condanna definitiva di questo pasto salato. In totale ci facciamo carico di 395 kcal, esattamente il 20% della quota calorica giornaliera: il problema non sta tanto nella quantità, piuttosto nella qualità di questa energia.

I carboidrati sono troppo pochi, circa il 10% della quota giornaliera: considerando che la colazione è uno dei pasti principali della giornata e che dobbiamo fornire al nostro corpo la giusta quantità di zucchero per consentirgli di affrontare gli impegni della mattina dopo lunghe ore di digiuno, sarebbe auspicabile inserire più carboidrati complessi al nostro risveglio.

I grassi sfiorano il 38% della mole raccomandata ed anche i saturi non scherzano, raggiungendo il 35% della quantità consigliata (per fortuna abbiamo preferito omettere la fetta di formaggio!). E per il sale non c’è proprio speranza: con questa colazione siamo già al 45% della dose quotidiana suggerita dalle linee guida di nutrizione! D’altra parte mancano quasi del tutto le fibre e, unica nota positiva in un concerto di voci stonate, gli zuccheri semplici sono assenti. Anche se è pur vero che non è insolito accompagnare queste preparazioni con succo di frutta: oggi però, per non aggravare la situazione, faremo finta di bere solo un bicchiere di acqua.

A parziale discolpa di questa colazione salata dobbiamo dire che un pasto del genere normalmente si inserisce in un contesto alimentare profondamente diverso dal nostro; ad esempio, in alcune realtà, come quella inglese, il pranzo non riveste un ruolo tanto importante come nella nostra tradizione mediterranea e, pertanto, non si può prescindere dalla valutazione delle abitudini alimentari globali.

Adottare certe usanze mantenendo inalterati altri comportamenti della giornata rischia di sbilanciare eccessivamente i nutrienti nella nostra dieta. Per cui, se si tratta di uno sfizio eccezionale, niente paura, ma gli habitué del salato dovrebbero prestare attenzione alle insidie che si nascondono in queste colazioni alternative.

 

 

(*) punteggio calcolato per un uomo di 26 anni

Photo Credits: Time , Primaldocs , Alimentipedia , Simplyscratch

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