Conosci il "peso" dei tuoi drink alcolici?

Conosci il "peso" dei tuoi drink alcolici?

I drink alcolici accompagnano spesso momenti di relax o di convivialità delle nostre giornate: che si tratti di bere un bicchiere di vino a tavola o di sorseggiare un cocktail insieme ad amici, bere alcol è un ‘piacere’ che in molti ci concediamo volentieri.

Senza soffermarci sui risaputi effetti negativi che l’alcol può avere sulla salute e sui vari organi (fegato, cervello e cuore), in questo articolo andremo a esaminare le cosiddette “calorie vuote” dei drink che siamo soliti consumare.

 

Le calorie “nascoste” dei drink alcolici

 

Quando parliamo di calorie vuote, facciamo riferimento a sostanze che, pur apportando molte calorie all’organismo, sono povere o del tutto prive di proteine, acidi grassi, vitamine e sali minerali.

L’aggettivo “vuoto” risulta più che mai appropriato: pur apportando ugualmente energia, le calorie dell’alcol non sono considerate altrettanto salutari, essendo carenti dei nutrienti necessari alla costruzione o al rinnovamento delle strutture cellulari.

Un grammo di alcol corrisponde a 7 kcal, quasi il doppio delle calorie fornite dai carboidrati (4 kcal per grammo) e di poco inferiori rispetto quelle apportate dai lipidi (9 kcal per grammo). Queste calorie si aggiungono a quelle introdotte quotidianamente con gli alimenti, per cui un’assunzione non regolata può incidere sul bilancio energetico e contribuire all’aumento del peso corporeo.

 

Le calorie dei drink alcolici I drink alcolici apportano calorie senza nessun altro tipo di sostanza benefica, come vitamine o sali minerali

 

Inoltre, le calorie vuote non hanno potere saziante, anzi, secondo alcuni studi l’assunzione di alcol sarebbe associata a un maggior consumo di carboidrati, fattore che potrebbe compromettere ulteriormente il mantenimento del peso.

Un concetto da tenere in considerazione è che, in generale, le calorie dipendono dalla gradazione alcolica (oltre che da altri fattori come fermentazione e zuccheri presenti): di conseguenza, più gradi possiedono queste bevande, più caloriche saranno.

La legge impone l’obbligo di riportare sulle bottiglie il livello di gradazione alcolica, ma non l’indicazione sul contenuto calorico, per cui molto spesso non si ha la minima idea di quanto sia calorica una pinta di birra o qualsiasi altra bevanda alcolica. Ancora più difficile è risalire poi alle calorie contenute nei vari cocktail, essendo composti da mix di alcol e altre sostanze (generalmente molto zuccherine).

Per avere un’idea più chiara, di seguito riportiamo alcuni esempi di alcune tra le bevande e i cocktail alcolici più diffusi.

 

Quante calorie ci sono nel mio drink?

 

Tra i cosiddetti “pre-dinner”, quelli con un contenuto calorico medio-basso sono sicuramente quelli a base di spumante con aggiunta di succo di frutta (Mimosa, Bellini, Rossini, etc.): un calice da 150 ml apporta circa 81 – 96 kcal. Per fare un altro esempio, un bicchiere di Spritz – tra i drink più ordinati durante l’aperitivo – (composto da prosecco, seltz, Aperol o Campari), possiede circa 80 calorie per 150 ml. Più calorici invece gli aperitivi a base di Vermouth: il celebre Negroni (Gin, Vermouth Rosso, Bitter Campari), contiene circa 140 calorie per 150 ml.

 

Spritz, drink alcolico molto diffuso per gli aperitiviLo Spritz è uno dei drink alcolici maggiormente diffusi per l’aperitivo ed apporta ben 80 kcal ogni 150 ml

 

Passando ai “long-drink”, oltre ad aumentare il volume e il grado alcolico, salgono inevitabilmente anche le calorie (che oscillano tra le 200 e le 280); uno dei pestati più amati durante il periodo estivo, il Mojito (rum, zucchero di canna, lime e menta) apporta ben 200 calorie per bicchiere, mentre la dolcissima Piña Colada (rum, latte di cocco, ananas) ci regala circa 260 calorie per coppa! Tra i cocktail più ‘impegnativi’, infine, troviamo il Long-Island Iced Tea (vodka, rum bianco, gin, tequila, cointreau, succo di limone, sciroppo di zucchero e coca cola), che col suo mix d’ingredienti apporta oltre 270 kcal.

Per quanto riguarda amari, liquori e distillati, spesso consumati a fine pasto per “facilitare la digestione”, sappiate che un bicchierino da 40 ml contiene dalle 83 alle 97 calorie: fattore, insomma, non proprio da trascurare.

A conti fatti, le bevande alcoliche più “innocue” sono le più “semplici”, come vino e birra.

Una birra chiara da 330 ml (corrispondente ad una lattina) può contenere circa 109 calorie, mentre quelle più “robuste” e con un maggior contenuto di alcol (scure o doppio malto), possono oscillare tra le 150 alle 175 calorie. Indipendentemente dal tipo di birra, ricordiamo che questa possiede un discreto contenuto vitaminico (B2, B3 e B9) e di sali minerali (soprattutto potassio e fosforo).

In ultimo, un bicchiere di vino (125 – 150 ml), sia bianco sia rosso, può apportare dalle 87 alle 112 calorie. Anche per il vino sono presenti modeste quantità di vitamine e minerali, in aggiunta a sostanze antiossidanti con importanti effetti benefici sul profilo cardiovascolare.

Se proprio non vogliamo privarci del drink in compagnia durante il week-end o della “birretta” al pub, la cosa migliore – come consigliano anche le linee guida – è moderare l’assunzione di alcol, preferendo i drink a basso tenore alcolico come vino e birra (che, come abbiamo visto, contengono meno calorie per 100 ml) e possibilmente senza eccedere le “porzioni” suggerite, pari a 125 ml per il vino e 330 ml per la birra.

Un altro accorgimento che non dovremmo dimenticare è rappresentato dal bere durante i pasti o comunque non a stomaco vuoto, per non accelerare l’entrata in circolo dell’alcol. Inoltre è bene evitare di mescolare tra loro i diversi tipi di bevande alcoliche e non bere assolutamente in età evolutiva, in gravidanza e durante l’allattamento.

Va bene un brindisi in compagnia, ma sempre con le dovute precauzioni!

 

 

Photo Credits: Dentaljournal , Ricette.giallozafferano , Improntaunika

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Silvia Cesarano

Silvia Cesarano

Ho conseguito dapprima la laurea in Dietistica e in seguito mi sono specializzata in Scienze della Nutrizione Umana presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II. L'interesse nei confronti di tutto ciò che riguarda il cibo, la corretta alimentazione e la prevenzione è sbocciato intorno alla maggiore età, spingendomi a intraprendere questo percorso. Da piccola, convinta fosse un atto completamente superfluo, una delle mie domande di rito a tavola era "perchè dobbiamo mangiare?": ora potrei fare una lista di motivi per spiegarvelo.