De gustibus non disputandum est

De gustibus non disputandum est

Il cibo è vita, il cibo è salute ma è anche storia. Perché considerando che la necessità di nutrirsi è nata con la comparsa dei primi animali sulla Terra, quella di trarre piacere e soddisfazione dal proprio nutrimento arriva soltanto con l’uomo, nel momento della sua comparsa sul nostro pianeta. L’essere umano non si nutre soltanto per vivere, ma anche per provare emozioni, appagare un desiderio ed incontrare il proprio gusto.
 

Ma in che modo il gusto degli uomini è cambiato nel corso del tempo?

 
gusto


 
Sembra che le papille gustative non abbiano funzionato sempre allo stesso modo. I gusti, infatti, si sono modificati nel tempo adattandosi certamente alla disponibilità di cibo nelle varie epoche.
 
Si parte ovviamente dalla Preistoria. Quando il fuoco non era ancora stato “inventato”, molto in voga erano quelle che oggi chiameremo cruditè: carne e pesce crudi, casomai qualche pianta o seme rigorosamente senza condimenti…né grassi aggiunti!
 
Proseguendo sulla linea del tempo, superando l’età degli Egizi (che i Faraoni non me ne vogliano!), a cui comunque siamo debitori di molte invenzioni in ambito culinario (vedi il vino, la birra, l’olio, gli impasti fermentati e zuppe di vario genere), arriviamo ai Romani.
 
Testimonianze dell’epoca hanno evidenziato che gli abitanti dell’Impero fossero amanti della frugalità come regola generale a tavola: mangiare poche cose e rapidamente durante la giornata. Ma, altrettante testimonianze, ci dicono che, con il calar del sole (e a volte anche prima), i Romani si lasciassero andare ad abbondanti banchetti (con almeno 7 portate) dove si mangiava sdraiati e con le mani, fino a notte fonda. Tutto innaffiato da generose quantità di vino. Dopotutto, a Roma la cena era considerata il pasto più importante!
 
Oltre a carne, pesce e selvaggina cucinati in ogni modo possibile, si servivano anche pane e una pietanza particolare, amatissima da tutti: il garum.
 
A detta di qualcuno la “madre di tutte le salse“, il garum era prodotto a partire dal sangue e dalla interiora di pesce, aggiunte di sale e lasciate a macerare per un paio di mesi…al sole! Se si aveva fretta di completare la produzione, si poteva anche lasciare la salsa in una stanza riscaldata, così da accelerare il processo di fermentazione. Mentre se si desiderava una salsa più leggera si poteva ribollire il tutto aggiungendo miele e vino o aceto e spezie (per il gusto più forte del Legionari) per ottenere il “liquamen“.
 
Come si dice: ciò che non ti uccide, ti fortifica!
 
Questa “leccornia” era così amata che anche nel Basso Medioevo continuava ad essere servita in tavola.
 
gusto garum
 
Con l’arrivo del Medioevo, la cucina ha iniziato ad assumere la veste di arte. Sono nati in questo periodo i primi cuochi famosi e, con loro, le prime vere e proprie ricette: la cura dei sapori, dei colori e dell’estetica del piatto divenne fondamentale. Carne e pesce venivano mescolati a frutta e altri ingredienti senza le nostre moderne perplessità. Ne è un esempio la “Tart de brymlent“, ricetta del 1390 che prevede la combinazione di fichi, uvetta, mele, pere e prugne con salmone, merluzzo, vino e zucchero/miele per la creazione di un pasticcio.
 
Arriviamo, infine, all’epoca moderna. Cosa va di moda oggi in cucina? Piatti piccoli ma molto e finemente decorati, da mangiare con la bocca ma soprattutto con gli occhi, la paleodieta, il finger food, abbinamenti strani e particolari che fanno storcere il naso a qualcuno e appassionare altri. Che torni di moda anche il garum?

 

Photo Credits: Vivo al Naturale ; Raffaello – Banchetto Nuziale ; BeniCulturali

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Enza Gargiulo

Enza Gargiulo

Sono Maria Vincenza, per gli amici Enza, laureata in Scienze e Tecnologie Alimentari. Allergica a tutto (o quasi) quello che madre natura ha creato, amo molto stare in cucina e provare e riprovare tutte le ricette che mi vengono in mente. Inguaribile ottimista, cerco di prendere sempre il buono da ogni situazione e di restare allegra il più possibile nel corso delle giornate. E se la sera mi sento stanca, una buona compagnia e un bel bicchiere di vino mi rimettono in forze e sono sempre pronta a far festa!