Diabete gestazionale: cos'è e come affrontarlo

Diabete gestazionale: cos'è e come affrontarlo

La gravidanza è un momento cruciale della vita della donna durante il quale si succedono intense esperienze emotive, fisiche e psicologiche. Per questo è importante che ogni donna, con il proprio bagaglio di incertezze, difficoltà e vissuti personali, venga adeguatamente accompagnata in questo percorso, specialmente quando insorgono problemi che possono mettere a repentaglio il benessere proprio e del figlio.

In particolare, il diabete gestazionale può essere una delle condizioni patologiche che maggiormente genera preoccupazione ed ansia nelle donne in dolce attesa: non solo è necessario offrire le terapie mediche migliori, ma anche fornire tutti gli strumenti necessari affinché la futura mamma possa conoscere la sua condizione, imparare a gestirla ed a convivere con essa con la maggiore tranquillità possibile, senza compromettere la serenità richiesta per affrontare questo delicato ed unico evento.

 

Cos’è il diabete gestazionale?

 

Il diabete gestazionale è una forma peculiare di diabete che viene diagnosticata per la prima volta durante la gravidanza: esso si manifesta nel terzo trimestre e si presenta sotto forma di intolleranza al glucosio o iperglicemia, con una concentrazione di glucosio nel sangue più elevata rispetto alla norma.

I sintomi sono poco evidenti, tanto che molte donne non si accorgono di esserne affette; questo rappresenta un serio problema, poiché il diabete gestazionale non individuato e non trattato può avere numerosi effetti negativi sulla salute sia della mamma che del bambino.

Pertanto, è fondamentale tenere sotto controllo i valori della glicemia nel corso di tutta la gravidanza, soprattutto nel caso di donne esposte a maggior rischio.

 

Alimentazione durante la gravidanza Alimentarsi in maniera corretta è sempre una buona abitudine da rispettare, a maggior ragione quando si è in gravidanza

 

Sebbene non esistano dei criteri universalmente accettati per la diagnosi, si stima che, a livello mondiale, il diabete gestazionale colpisca dall’ 1% al 14% delle donne in gravidanza ogni anno e che tali percentuali siano destinate ad aumentare, a causa della sempre più ampia diffusione di obesità e diabete di tipo 2.

 

Un po’ di fisiologia …

 

Durante la gravidanza, gli ormoni prodotti dalla placenta determinano una serie di cambiamenti fisiologici, che causano un aumento della resistenza dei tessuti all’insulina.

L’insulina è un ormone prodotto dal pancreas che ha il compito di tenere sotto controllo la quantità di zucchero nel sangue, favorendone l’ingresso nelle cellule. Quando si instaura una condizione di resistenza all’insulina, significa che le cellule diventano poco sensibili all’azione di questo ormone, al punto che non riescono più ad assorbire il glucosio efficacemente.

Tale meccanismo, che sta alla base del diabete mellito di tipo 2, fa sì che si instauri una condizione di iperglicemia, con delle concentrazioni di glucosio nel sangue più elevate rispetto alla norma, sia a digiuno che dopo i pasti.

Va sottolineato che in gravidanza, soprattutto durante il terzo trimestre, l’aumento della resistenza all’insulina è un fenomeno fisiologico necessario, che serve a soddisfare l’aumentato fabbisogno materno di glucosio e di altri nutrienti necessari per la crescita e lo sviluppo del feto. Pertanto, il diabete gestazionale compare soltanto quando il pancreas non riesce a produrre una quantità di insulina sufficiente a bilanciare l’insulino-resistenza.

 

Come si può capire se una donna è affetta da diabete gestazionale?

 

Il diabete gestazionale si manifesta con sintomi poco evidenti, che spesso si confondono con quelli normalmente associati alla gravidanza, tanto che molte donne non si accorgono di averlo finchè non vengono sottoposte a delle analisi del sangue.

Perciò, se sei una donna in gravidanza, ascolta con attenzione i consigli del tuo ginecologo, il quale saprà dirti quali sono le analisi da fare per tenere sotto controllo il tuo stato di salute e quello del tuo bambino e con quale frequenza devi effettuarle.

In ogni caso, i sintomi da tenere sott’occhio sono: l’aumento ingiustificato della sete; la perdita di peso nonostante l’aumento della fame; il frequente bisogno di urinare; nausea e vomito; disturbi della vista; infezioni frequenti come cistiti e candidosi.

 

Come viene trattato il diabete gestazionale?

 

I fattori più comuni che predispongono una donna al diabete gestazionale sono l’età avanzata e l’obesità o il sovrappeso, insieme ad uno stile di vita sedentario, ad una dieta ad alto carico glicemico e ad un aumento eccessivo del peso corporeo durante la gravidanza.

Per questo motivo, la terapia del diabete gestazionale prevede, prima di tutto, il cambiamento delle abitudini alimentari della gestante, che deve avvenire esclusivamente seguendo i consigli del medico oppure di un esperto della nutrizione, al fine di controllare i valori glicemici ed il peso corporeo, garantendo un apporto adeguato di nutrienti per la crescita normale del feto e per la salute della madre.

 

Peso prima e durante la gravidanzaTenere sotto controllo il peso prima e durante la gravidanza è fondamentale per evitare di aumentare il rischio di diabete gestazionale

 

Da non sottovalutare il fatto che la terapia dietetica per il trattamento del diabete gestazionale può essere un’occasione per educare la donna a mangiare meglio anche dopo la gravidanza, al fine di ridurre il rischio di contrarre il diabete in età più avanzata.

La dieta prescritta in caso di diabete gestazionale non deve prevedere alcuna restrizione calorica per le donne normopeso, mentre per le donne sovrappeso o obese è consigliabile una restrizione calorica modesta per evitare un aumento di peso eccessivo durante la gravidanza; in ogni caso, non bisogna mai dimagrire! (10).

Per quanto riguarda la composizione della dieta, i dati provenienti dalla letteratura scientifica sono ancora discordanti. Tuttavia, i risultati di diversi studi mostrano che una dieta a basso indice glicemico può aumentare la sensibilità dei tessuti all’insulina e ridurre il rischio di obesità nel bambino. Una dieta a basso indice glicemico comprende prevalentemente alimenti la cui assunzione è seguita da un aumento ridotto della concentrazione di glucosio nel sangue; tra questi ricordiamo i legumi, che sono un’ottima fonte di fibre e di carboidrati lentamente digeribili e la frutta secca, che è ricca di acidi grassi monoinsaturi e polinsaturi, di proteine vegetali e fibre, mentre ha un ridotto contenuto di carboidrati.

L’indice glicemico è influenzato anche dal contenuto di fibre: per questo motivo, gli alimenti integrali hanno un indice glicemico leggermente più basso e devono essere privilegiati da qualsiasi soggetto affetto da diabete, così come la verdura di stagione, fresca o cotta, non deve mai mancare a pranzo e cena.

Nella dieta per il diabete gestazionale, i carboidrati devono inoltre essere distribuiti equamente nel corso della giornata. Infatti, i glucidi complessi devono essere presenti ai tre pasti principali e devono accompagnare i 3-4 snacks giornalieri: gli snack sono molto importanti e non vanno trascurati, soprattutto quello dopo cena.

Spesso il timore della glicemia alta porta a ridurre l’assunzione di cibo, mentre è fondamentale che l’energia venga fornita costantemente e, soprattutto, che siano evitati lunghi periodo di digiuno: in assenza di zucchero, il corpo materno può produrre corpi chetonici, dannosi per il bambino. I carboidrati dunque non vanno banditi, ma assunti nelle giuste quantità e prestando occhio alla qualità.

Un altro aspetto importante da prendere in considerazione è che le donne affette da diabete gestazionale hanno un rischio maggiore di avere un bambino con difetti del tubo neurale; pertanto, è fondamentale rispettare il fabbisogno giornaliero di acido folico, consumando una dieta ricca di alimenti di origine vegetale ed affidandosi al ginecologo per la prescrizione di integratori.

Per finire, facciamo attenzione all’utilizzo di dolcificanti non calorici. La Food and Drug Administration americana ha approvato l’uso in gravidanza – comunque moderato – di diversi dolcificanti come l’aspartame, l’acesulfame di potassio, il sucralosio, il neotamo, l’advantame, i glicosidi steviolici e gli estratti dal cosiddetto monk fruit; al contrario, i ciclamati ed i suoi sali sono proibiti, così come la saccarina, poiché il feto potrebbe non essere capace di eliminare abbastanza velocemente queste sostanze.

Imparando a controllare la propria glicemia, seguendo le indicazioni del personale sanitario competente e migliorando il proprio stile di vita, anche la gravidanza con diabete può essere vissuta serenamente.

 

 

Photo Credits: Viversano , Medscape , Bebeblog

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Maria Casaburi

Maria Casaburi

Sono una biologa nutrizionista, laureata in Scienze della Nutrizione Umana presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università di Napoli. La mia passione per l'alimentazione è nata pochi mesi dopo aver conosciuto il mio compagno, che lavora come chef, stato lui a trasmettermi l'amore per il buon cibo e per la buona cucina. Da allora, appena ho tempo, non perdo l'occasione per sperimentare ricette gustose, ma allo stesso tempo sane. Credo molto nell'importanza della prevenzione, in particolare in età infantile e, negli ultimi anni, sono diventata una grande sostenitrice del biologico, sia per quanto riguarda gli alimenti che i cosmetici, perciò sono sempre alla ricerca di negozi che vendano prodotti biologici ad un prezzo accessibile!