Edo vs Nutri-Score

Edo vs Nutri-Score

Nell’epoca storica in cui ci troviamo a vivere, prevale la tendenza dell’essere umano a mostrarsi agli altri come un esperto. Esperto di… qualsiasi cosa. Complice il mondo di internet in cui è possibile trovare tutto il contrario di tutto e il computer che aiuta a “nascondersi” e a rendere meno riconoscibile e accusabile l’inventore delle più bislacche teorie, opinioni e interpretazioni personali diventano verità indissolubili per altri.

La verità è che tutti questi “esperti” spesso non sono neanche in grado di distinguere tra una fonte attendibile e una assolutamente priva di qualsivoglia fondamento. Ed è così che teorie come il terrapiattismo si fanno largo nella società “moderna”. Ma questa è un’altra (assurda) storia che non è il caso di approfondire in questa sede.

E nel mondo alimentare?

Beh, forse è proprio in questo campo che regna la confusione più totale. Il fatto è che l’alimentazione è una cosa che ognuno sperimenta nel quotidiano e su cui si sente libero di poter dire la propria. Ed ecco che il signor Gino, laureato in alimentazione alla scuola della vita, sale in cattedra e da consigli nutrizionali alla signora Maria … che ci crede, perché ha perso 5 chili in due giorni (ma poi ne rimetterà 7 in due minuti, però questo la povera signora Maria ancora non lo sa)!

La tendenza attuale è la demonizzazione di un ingrediente o di un nutrizionale, accanirsi senza riserve a turno sull’olio di palma, sulla farina bianca o chissà cos’altro. Bisogna mangiare proteine, via gli zuccheri, via i grassi, mangiare solo grassi buoni. Ma troppe proteine sovraccaricano i sistemi di espulsione delle scorie dell’organismo, senza zucchero il cervello non funziona bene (e forse qui mi spiego molte cose!), senza grassi le nostre cellule non esisterebbero, i grassi buoni (portate a termine le loro funzioni buone) sempre grassi sono! Ogni elemento può avere la sua funzione nutrizionale positiva, se assunta nelle giuste quantità. È la dose che fa il veleno, diceva il buon Paracelso.

Quello che non si tiene mai in conto quando si parla di alimentazione è che una generalizzazione totale in questo campo non è assolutamente possibile. Gli alimenti che ingeriamo entrano a contatto e reagiscono con ciascuno di noi in un modo che potremmo definire quasi unico. La frutta si sa che fa bene eppure alcuni frutti in alcuni soggetti causano reazioni allergiche. Sintetizzando il concetto, quello che fa bene a qualcuno potrebbe fare male a qualcun altro.

Con questo non vogliamo dire che non si possano delineare delle regole generali valide per tutti. Anzi queste regole, messe nero su bianco da studiosi veri, sono fondamentali per indicare la strada giusta ed è proprio da esse che è possibile partire per definire la giusta alimentazione per ognuno di noi.

Nel tentativo di creare un pizzico di ordine in questo caos, è nata l’app Edo che dal primo giorno cerca di supportare il consumatore nella scelta degli alimenti più adatti alla sua alimentazione quotidiana.

Edo assegna un punteggio a ciascun prodotto alimentare grazie ad un sofisticato algoritmo che mette in relazione le caratteristiche dell’alimento con le esigenze nutrizionali della persona che sta utilizzando l’app. Nell’ottica di un discorso di educazione alimentare, oltre al punteggio forniamo anche una serie di pro e contro che spiegano con parole chiare ma rimandando a concetti scientifici accreditati, tutte le principali caratteristiche di quel prodotto, sia secondo l’aspetto nutrizionale sia guardando alla sua composizione in termini di ingredienti e additivi. Vanno quindi a raccontare a parole e a supportare il punteggio assegnato.

Bello, vero? Ma tutti gli eroi hanno i loro antagonisti.

Ed ecco che sulla scena compare il tanto discusso Nutri-Score (tra l’altro è pure francese, quindi per noi italiani un classico avversario) e il suo alfiere Yuka, app che ha spopolato in Francia e, ahinoi, sembra aver trovato terreno fertile anche in Italia. Nutri-Score è un sistema di valutazione pensato per essere apposto sulle etichette di ciascun prodotto e guidare i consumatori in una scelta alimentare migliore. Di fatto la valutazione si basa sui valori nutrizionali dichiarati in etichetta, espressi per 100g, considerando alcuni valori nutrizionali negativi, altri positivi. In maniera semplice, ma in base a cosa loro stessi dichiarano, i valori “positivi” si sottraggono a quelli “negativi” e la valutazione è pronta. Voilà!

È certamente un buon lavoro… come punto di partenza. Infatti, è un metodo di valutazione un po’ semplicistico e potrebbe portare a delle conclusioni non del tutto esatte. Ci sarebbero, dunque, delle osservazioni da fare. Mettetevi comodi e armatevi di pazienza.

Capitolo 1: la porzione

Per prima cosa la valutazione su 100 g. Sicuramente è un metodo che rende le valutazioni di tutti i prodotti confrontabili tra di loro (anche se mi domando che senso abbia confrontare 100 gr di pasta con 100 g di crema spalmabile alla nocciola…), ma se vogliamo dare un’informazione utile al consumatore è necessario introdurre il concetto di porzione. Prodotti simili hanno porzioni simili ed ha più senso che si confrontino tra di loro.  A merenda non mangio 100 g di cioccolato (si spera!), come a cena non mangio 100 g di pizza (perché una pizza media pesa sui 300 g).

I nutrienti che introduco dipendono inesorabilmente dalla quantità di cibo che si consuma.

Capitolo 2: i nutrienti

È importante anche prestare attenzione a come vengono considerati i nutrienti. Parlare di nutrienti buoni o cattivi non è corretto. I nutrienti sono tali perché servono tutti. Introdotti nelle giuste quantità permettono al corpo di funzionare adeguatamente. Potrà sembrare una blasfemia, ma il corpo ha un fabbisogno giornaliero anche di grassi e sodio, perfino di saturi e zuccheri semplici!

Nell’algoritmo alla base di Edo questi aspetti di esigenze nutrizionali di base vengono tenuti in considerazione. Edo, infatti, suddivide i nutrienti in quelli di cui va incoraggiato il consumo (come le vitamine ad esempio) e quelli di cui ne va scoraggiato il consumo (grassi saturi e zuccheri semplici). Ad un non addetto ai lavori, può sembrare una differenza minima in realtà è enorme. Basandoci sulle regole alla base della dieta mediterranea, la dieta riconosciuta migliore al mondo per la salute dell’uomo, in Edo viene data importanza a tutti i nutrienti e ne viene valutata l’eventuale negatività quando l’assunzione supera le quantità raccomandate.

Capitolo 3: gli ingredienti

Altro elemento molto importante è la composizione ingredientistica dell’alimento. I valori nutrizionali sono importanti, fondamentali. Ma non sono tutto. Per la valutazione a 360° di un alimento lavorato non è possibile prescindere dalla sua formulazione. Utilizzare un burro o una margarina al posto di un olio vegetale di colza o extravergine di oliva, fa differenza. Magari non è una differenza percepibile in tabella nutrizionale (burro e margarina apportano entrambi più di 700 kcal per 100 g, olio di colza o palma e olio extravergine circa 900 kcal), ma è una differenza in termini di qualità intrinseca dell’ingrediente stesso. Stesso discorso per la presenza o meno di additivi, alcuni più innocui di altri, che rendono un alimento più o meno raccomandabile

Capitolo 4: a chi ci rivolgiamo?

Proseguendo, come già detto in precedenza, non si può fare una valutazione dell’alimento se non si tiene in considerazione la sua destinazione finale: il corpo in cui entrerà e con cui reagirà. Ogni essere umano ha delle esigenze nutrizionali specifiche, che dipendono da numerosi fattori: età, sesso, peso, livello di attività fisica, presenza di eventuali patologie o stati fisiologici particolari (es: gravidanza), allergie o intolleranze. Dare un giudizio ad un prodotto specifico sulla base di indicazioni generiche non è detto che si riveli essere una buona strategia.

Capitolo 5: la valutazione

Anche se può sembrare marginale, nell’ottica di educare la popolazione ad un’alimentazione sana per prevenire malattie metaboliche, cardiovascolari e altro ancora, è importante corredare la valutazione dell’alimento con le giuste informazioni. Imporre una valutazione alfanumerica su di una etichetta può certamente avere un impatto visivo importante ma non aiuta in alcun modo il consumatore ad essere più consapevole delle sue scelte future.

Per una sfortunata coincidenza i prodotti simbolo del made in Italy sono tra i più penalizzati

Una delle principali critiche che viene mossa al Nutri-Score è che esprime un giudizio troppo generale sui prodotti, un giudizio che non può essere considerato sufficiente per permettere ai consumatori di effettuare delle scelte realmente consapevoli. Per i motivi fin ora indicati non possiamo che essere d’accordo. La generalizzazione delle regole per una corretta alimentazione è possibile, ma se si vuole entrare nei carrelli della spesa dei singoli consumatori e dare loro informazioni su cosa mangiare quotidianamente, la contestualizzazione delle informazioni è fondamentale.

È notizia abbastanza recente che Nutri-Score è sempre più lanciato verso il “dominio” delle etichette europee. E per noi è una sconfitta. È una sconfitta non essere stati in grado di coinvolgere il nostro governo, è una sconfitta leggere parole come quelle del ministro Patuanelli senza che Edo venga nominata, è una sconfitta che si punti il dito contro qualcosa senza preoccuparsi di proporre un’alternativa che esiste da più tempo e che in questi anni ha saputo guadagnarsi la fiducia di un milione di italiani (ehi, eccoci, siamo qui). Noi non ci rassegniamo, proveremo con tutti i nostri mezzi a difendere la nostra dieta mediterranea, i nostri prodotti e le nostre tradizioni. Con la speranza che, guardandoci indietro, troveremo un popolo unito e non il solito deserto. Armiamoci e partiamo.

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edo_admin

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Edo è la prima app che ti dice esattamente cosa stai mangiando e ti guida verso una scelta alimentare sana e consapevole!