Frodi alimentari? Di che si tratta?

Frodi alimentari? Di che si tratta?

La storia delle attività fraudolente è antica quanto l’umanità ed il settore alimentare non ne è mai stato immune. Quante volte ci è capitato di apprendere, con grande scandalo, che chili su chili di prodotti alimentari o bevande sono stati sequestrati per frode? I comportamenti illeciti nel campo alimentare ci coinvolgono e ci toccano profondamente, proprio perché il cibo riveste un ruolo importante nella nostra vita: veicola la nostra cultura, tramanda le nostre tradizioni ed è anche attraverso il cibo che passa la nostra identità e la nostra salute.

Speculare su ciò che mangiamo, sul nostro portafoglio e sul nostro benessere, è una violazione inammissibile che ci lascia particolarmente amareggiati ed arrabbiati.

 

Ma cosa si intende esattamente per frodi?

 

Il termine frode alimentare indica la produzione e commercializzazione di prodotti non conformi alle norme vigenti.

Si possono distinguere frodi commerciali e frodi sanitarie. Come si può intuire, quelle commerciali intaccano l’economia del consumatore, mentre quelle sanitarie costituiscono una minaccia per la salute dello stesso.

Proprio il recente scandalo dell’olio di oliva contraffatto venduto per extravergine da diverse aziende italiane è un esempio di frode economica: i consumatori, pensando di acquistare un prodotto di qualità, hanno pagato ad un prezzo maggiore un olio scadente che non presenta le caratteristiche del pregiato extravergine.

 

Frode dell'olio di oliva Una delle frodi alimentari più recenti ha visto coinvolte molte aziende italiane e un prodotto tipico della nostra area: l’olio extra vergine di oliva

 

Un esempio di frode sanitaria lo possiamo invece recuperare tornando indietro nel tempo, esattamente nel 1986,con la vicenda del vino al metanolo. In quell’occasione fu messa in atto un’adulterazione del vino tramite l’aggiunta di dosi molto elevate di metanolo con lo scopo di aumentare la gradazione alcolica, ignorando il rischio di tossicità per i consumatori: tant’è che ci furono diciannove morti e decine di persone intossicate dall’assunzione di tale bevanda.

Si può inoltre parlare di alterazione, adulterazione, contraffazione e sofisticazione in base alla peculiare fattispecie di frode: ad esempio, non rispettare i tempi e le modalità di conservazione è un’azione fraudolenta di alterazione, mentre sostituire alcuni costituenti del prodotto alimentare con altri di minor pregio è una sofisticazione vera e propria; chi invece modifica la struttura originaria di un alimento, ad esempio aggiungendo acqua o sottraendo grassi senza dichiararlo in etichetta, fa un’azione di adulterazione o chi utilizza sostanze diverse per produrre e vendere un prodotto con un altro nome e apparenza compie un reato di contraffazione.

 

Un po’ di storia…

 

Nella storia del nostro paese, le prime norme in merito alla tutela della salute dei cittadini e all’igiene dei prodotti alimentari risalgono alla fine del 1800, ma solo nel 1908 e nel 1917 vengono emanate leggi specifiche in materia di frode. Durante le due guerre mondiali il numero di frodi, indotte dalla scarsità del cibo, aumentò enormemente: il latte veniva così diluito con acqua ed il pane era preparato con farine scadenti o con l’aggiunta di polvere di gesso. Negli anni ’50 le frodi riguardarono l’olio d’oliva, la pasta ed il vino.

Molti conserveranno vividi nella memoria i ricordi di diverse “famose” e recenti frodi alimentari, che negli anni hanno visto il coinvolgimento del settore alimentare. Nel 2009 i Nas (Nucleo anti sofisticazione), nel corso dell’operazione “Setaccio”, sequestrarono funghi cinesi avariati venduti per italiani e nel 2013 vi fu il caso di tortellini contenenti carne di cavallo non dichiarata invece di quella di manzo; sono poi esplosi i casi della mozzarella prodotta senza latte (quindi a partire da sottoprodotti della lavorazione del latte) o da latte in polvere e non fresco, prodotti ittici scongelati e venduti per freschi: tutte queste frodi sono solo le più clamorose e costituiscono una piccola fetta di tale fenomeno, dalle dimensioni molto più grandi e subdole.

A questo punto sorge spontanea una domanda: cosa spinge le aziende alimentari a fare ciò?

 

Perchè le aziende sono spinte a commettere azioni fraudolente?Spesso il movente che spinge le aziende a commettere frodi è da ricercarsi nell’obiettivo di incrementare il profitto finale

 

Molto spesso la motivazione è riconducibile al denaro e all’avidità dei produttori. Questi ultimi, sfruttando diverse metodiche, alterano illegalmente le caratteristiche dei prodotti alimentari in modo da abbassare i costi di produzione ed aumentare il proprio margine di guadagno.

 

Come ci si deve comportare allora?

 

Il problema delle frodi è estremamente rilevante: il Ministero della Salute pubblica annualmente un resoconto dei risultati delle attività di ispezione e controllo di alimenti e bevande, elencando le non conformità rilevate e le frodi. Nel 2014, la percentuale di infrazioni si attesta al 17,6% delle unità controllate: dato in costante aumento dal 2010.

In un mondo ideale, le aziende dovrebbero pensare più alla salute dei consumatori e alla qualità delle materie prime utilizzate per le produzioni alimentari, non solo al loro portafoglio. Purtroppo, questa visione idilliaca è molto distante dalla realtà.

Alle autorità di competenza spettano i costanti controlli prima della messa in commercio degli alimenti, in modo da salvaguardare la salute e le tasche dei consumatori. La normativa europea nell’ambito della sicurezza e della trasparenza delle etichette alimentari, la pronta e corretta divulgazione delle informazioni, l’intensificazione dei test e la messa in atto di misure specifiche anti-frode sono strumenti indispensabili per la tutela dei cittadini.

Anche i consumatori dovrebbero, a loro volta, fare molta attenzione alle scelte giornaliere e a ciò che mettono nel carrello della spesa, prediligendo prodotti più freschi, dal costo giusto (i prezzi stracciati dovrebbero sempre insospettire), con etichette chiare e complete di informazioni: non sempre questo è sufficiente a proteggerci, poiché alcune forme di inganno non sono prevedibili o facili da riconoscere, ma essere attenti e scrupolosi nelle scelte è certamente un vantaggio da non trascurare.

 

 

Photo Credits: UrbanpostYourtrainersgroupMagazine.greenplanner

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Giovanni Cortile

Giovanni Cortile è un laureato in dietistica, con votazione di 110 e lode, presso l'Università Federico II di Napoli. Attualmente collabora con lo Studio "Fenix" salute e benessere, di psicologia e medicina integrata, sito in provincia di Napoli. In qualità di socio dell'associazione SDeCA , Scienza Dieta e Corretta Alimentazione, partecipa a giornate di prevenzione, prendendo assiduamente parte a convegni e seminari in ambito nutrizionale. E' appassionato di sport ed ha conseguito il brevetto di allievo istruttore di nuoto presso la FIN, Federazione Italiana Nuoto.