Il lattosio mi fa bene o male?

Il lattosio mi fa bene o male?

Recentemente Edo ha avviato una collaborazione con Gentras, azienda biotecnologica nata nel 2010 in Italia, dedita allo sviluppo e alla commercializzazione di test innovativi ad alta tecnologia basati sull’analisi del DNA come strumento di identificazione personale. Il principale punto di forza di Gentras è l’alto valore aggiunto tecnologico assicurato dall’esperienza dei suoi soci fondatori, Il Prof. Alessandro Quattrone, la Dott. ssa Silvia Quattrone e la Dott.ssa Valentina Cesati.

I tre biologi specializzati in biologia molecolare, dopo aver a lungo soggiornato negli Stati Uniti per svolgere attività di ricerca presso prestigiosi Istituti sono rientrati in Italia col il preciso intento di vivere la loro esperienza imprenditoriale dedicata al mondo del DNA. Il DNA è la cosa più personale che abbiamo e indagarlo può essere la chiave per capire davvero come siamo, cosa può farci stare bene e cosa no.

Tra le tante possibilità di indagine offerte da Gentras abbiamo deciso di iniziare dal test per l’intolleranza al lattosio. Se ne sente spesso parlare e si sa che è una patologia particolarmente diffusa, che colpisce più della metà della popolazione mondiale. I suoi sintomi, però, possono essere silenti o facilmente confondibili per cui non tutti sanno di essere portatori dell’intolleranza.

Conoscersi bene è certamente un primo passo verso la salute.

 

L’intolleranza al lattosio: un po’ di storia

 

Il consumo di latte animale per l’alimentazione umana è iniziato molto tempo fa, in particolare nel Neolitico quando gli uomini del tempo iniziarono ad abbandonare la vita da nomadi e a stanziarsi in un unico luogo. In questo modo si sono potute avviare attività come l’agricoltura e l’allevamento e ampliare la gamma di alimenti disponibili, fino ad allora composti da carne, semi e piante spontanee raccolte qua e là durante gli spostamenti. Dunque il latte è diventato a tutti gli effetti un alimento circa 10 mila anni fa.

 

Intolleranza al lattosio L’intolleranza al lattosio colpisce moltissime persone con sintomi davvero generici facilmente confondibili con disturbi differenti

 

Questo evento ha determinato la comparsa nelle popolazioni del tempo, stanziate principalmente nelle zone del Nord Europa, di una mutazione genetica necessaria per consentire la digestione del latte.

Lo zucchero caratteristico del latte è il lattosio, un disaccaride formato da glucosio e galattosio (zuccheri semplici) legati insieme. Per poterlo digerire è necessario separare questi due componenti basilari e per farlo è necessaria la presenza di un enzima specifico, chiamato lattasi. Nei neonati questo enzima è ovviamente presente, essendo il latte materno l’unico alimento adatto a loro. Con la crescita la produzione dell’enzima lattasi cala fino, in alcuni casi, a scomparire del tutto.

La mutazione genetica avvenuta a cominciare dalle popolazioni del Neolitico ha dato la capacità all’uomo di digerire il latte anche in età adulta, donandogli dunque un vantaggio evolutivo.

La persistenza della lattasi si riscontra generalmente nelle popolazioni del Nord del mondo probabilmente a causa della scarsa esposizione solare e della necessità di trovare una fonte alternativa di vitamina D (che può essere prodotta dalla nostra pelle quando esposta ai raggi solari).

La mutazione di cui abbiamo parlato non è dunque presente in tutti gli individui che compongono la popolazione mondiale ma solo in una cerchia abbastanza ristretta. La restante parte della popolazione mondiale si comporta come inizialmente il corpo era stato “programmato”: la produzione dell’enzima lattasi inizia a diminuire a partire dai 2 anni di età, continuando soprattutto dai 4 agli 8 anni, con una riduzione progressiva geneticamente programmata.

 

L’intolleranza al lattosio: cause, sintomi e terapia

 

L’intolleranza al lattosio è un fenomeno mondiale che è stato ampiamente studiato nel corso degli anni. Il primo a descrivere l’intolleranza al lattosio fu Ippocrate nel 400 a.C., ma i sintomi clinici sono stati riconosciuti solo negli ultimi 50 anni.

 

Test genetico per l'intolleranza al lattosio di GentrasIl test genetico di Gentras è in grado di interrogare il nostro DNA per capire se siamo portatori o meno della variante sfavorevole che ci rende intolleranti allo zucchero del latte

 

Come già detto, l’intolleranza al lattosio è dovuta all’incapacità del corpo di scindere il lattosio nei suoi componenti fondamentali a causa di un deficit nella produzione dell’enzima lattasi.

Se il latte, o altri prodotti lattiero-caseari, continuano ad essere consumati dopo che la produzione dell’enzima è stata ridotta a livelli insufficienti, il lattosio non digerito, passa nel colon, dove è metabolizzato da batteri che lo fermentano, producendo una miscela di gas: diossido di carbonio, idrogeno e metano. Questi gas sono la causa dei sintomi.

La sintomatologia è diversa da persona a persona e possiede gradi di severità diversi a seconda del livello di carenza dell’enzima lattasi, che può essere totale oppure parziale. Generalmente i sintomi maggiormente riferiti sono dolori addominali, stitichezza, nausea, mal di testa, gonfiore addominale, diarrea, stanchezza, meteorismo e compaiono dopo 2 fino ad un massimo di 30 ore dall’ingestione di latte e/o derivati.

Come si nota sono sintomi davvero molto generici, facilmente confondibili e associabili con altre patologie o disturbi di varia natura.

Una particolarità è che i sintomi di questa intolleranza in genere non si sviluppano prima dei 6 anni di età, permettendo così al bambino di nutrirsi del latte materno nel periodo in cui ciò è necessario. Esiste però una forma davvero molto rara di intolleranza al lattosio che è di origine genetica e congenita, caratterizzata dalla totale incapacità di produrre la lattasi già nel neonato.

È anche importante sottolineare che l’intolleranza può restare silente per molti anni e fare la sua comparsa solo in età adulta, praticamente all’improvviso.

A differenza delle allergie, per l’intolleranza al lattosio è fondamentale il rapporto dose/risposta: la comparsa della sintomatologia è strettamente dipendente dalla quantità di lattosio che viene ingerito. Per questo motivo può capitare che piccole quantità di latte e derivati possano essere ben tollerati dalla persona intollerante.

L’unica terapia ad oggi possibile per l’intolleranza al lattosio è l’esclusione dalla propria alimentazione dei prodotti lattiero-caseari. Generalmente per l’intolleranza transitoria viene consigliata l’esclusione per almeno 3-6 mesi e successivamente un reintegro di piccole quantità crescenti di latte in modo da valutare di volta in volta la reazione del corpo. Se invece si ha un’intolleranza permanente gli alimenti contenenti lattosio devono essere esclusi dalla dieta senza eccezioni.

 

Chiedi al tuo DNA quale stile di vita garantisce il tuo benessere: richiedi il kit di prelievo!

 

Il test genetico valuta la capacità individuale di digerire il lattosio, mediante interrogazione di geni specifici del nostro DNA. E’ un test di facile esecuzione, non doloroso e non invasivo; prevede un semplice prelievo attraverso lo strofinamento di un cotton fioc sterile all’interno della guancia, fornito all’interno del kit.

 

Istruzioni per l'esecuzione del test genetico per l'intolleranza al lattosio di GentrasIl kit di prelievo di Gentras è composto da un cotton fioc da sfregare nella parte interna della guancia: un test facile, veloce e non invasivo

 

L’analisi discrimina i soggetti portatori della variante sfavorevole, per i quali si consiglia la riduzione dell’assunzione di alimenti contenenti lattosio. Nel caso della presenza della variante favorevole possono comunque esserci cause secondarie che provocano, ciononostante intolleranza al lattosio.

Questo tipo di test, presenta elevate sensibilità (97%) e specificità (95%) e, non essendo invasivo, può essere condotto anche sui bambini a partire dal primo giorno di vita.

Grazie a Gentras puoi, dunque, ricevere tutte le risposte ed i suggerimenti per avviare il tuo percorso personalizzato.

Ogni kit comprende:
• n.2 bastoncini cotonati sigillati sterilmente all’interno di una provetta trasparente debitamente etichettata
• scheda autorizzativa per analisi genetiche e trattamento dati sensibili, da compilare e firmare da parte dell’utente
• istruzioni per l’uso

Puoi richiedere il tuo test semplicemente cliccando qui!

Considerando quanto poco specifici possono essere i sintomi e che possono restare silenti per molti anni, se si vuole conoscere qualcosa in più su come è fatto il proprio corpo, il test genetico per l’intolleranza al lattosio è il metodo migliore, facile, veloce (e non invasivo) per scoprirlo!

 

 

Photo Credits: Gentraslabs , Health365 , Statisticbrain

Share this...
Share on FacebookTweet about this on TwitterPin on PinterestEmail this to someoneShare on LinkedInShare on TumblrShare on Google+Print this pageShare on Reddit

Commenti

commenti

edo_admin

edo_admin

Edo è la prima app che ti dice esattamente cosa stai mangiando e ti guida verso una scelta alimentare sana e consapevole!