Ipertensione arteriosa: conoscerla per affrontarla!

Ipertensione arteriosa: conoscerla per affrontarla!

Lo sapete che il nostro cuore batte più di 100.000 volte al giorno? Ed è proprio per far fronte a questo grande carico di lavoro che servono vasi sanguigni resistenti, addetti al trasporto del sangue dal cuore verso tutti i tessuti del nostro corpo. Tale delicato compito è assolto dalle nostre arterie, vasi capienti e robusti capaci di sostenere la forza, meglio nota come pressione arteriosa, con la quale il sangue spinge sulle loro pareti.

Il fatto che il sangue eserciti una determinata pressione sulle arterie è un fenomeno indispensabile per la vita, senza il quale i nostri organi non potrebbero essere adeguatamente irrorati e nutriti. Il problema, però, insorge quando tale forza pressoria risulta cronicamente elevata, generando una condizione medica denominata ipertensione arteriosa.

Accanto a fumo di sigaretta, ipercolesterolemia e diabete, l’ipertensione costituisce un fattore di rischio indipendente per l’insorgenza di malattie cardiovascolari. Ciò significa che tale elemento è di per sé decisivo nell’aumentare il rischio cardiovascolare, a prescindere dalla presenza contemporanea di altri fattori; tuttavia, per nostra fortuna, si tratta anche di un fattore di rischio modificabile, sul quale è possibile agire attivamente al fine di limitarne le conseguenze, attraverso l’assunzione di farmaci ed il miglioramento del proprio stile di vita.

 

Quanto è diffusa oggi l’ipertensione?

 

Secondo un’indagine eseguita dal 2008 al 2012 dall’Osservatorio epidemiologico cardiovascolare, che ha coinvolto circa 10.000 uomini e donne italiani, complessivamente più del 50% degli uomini e del 40% delle donne di età compresa tra 35 e 75 anni sono ipertesi. A livello mondiale, invece, si stima che nel 2000 il 25% circa della popolazione mondiale adulta soffrisse di ipertensione e che tale percentuale sia destinata ad aumentare fino al 29% nel 2025. Si tratta di numeri veramente alti, che fanno dell’ipertensione una delle problematiche mediche a più forte impatto socio-sanitario.

 

Misurare la pressione arteriosa

La misura della pressione è un’indagine non invasiva e veloce, ecco perchè è consigliabile per tutti sottoporvisi frequentemente

 

Come si può immaginare, la maggior parte dei soggetti ipertesi vive in Europa e nell’America Settentrionale, mentre in Africa e nell’America Meridionale esistono dei gruppi etnici che presentano una pressione arteriosa sistematicamente bassa. Ciò si verifica nonostante la popolazione nera abbia un rischio di sviluppare ipertensione geneticamente superiore rispetto alle altre etnie. Tali osservazioni ci suggeriscono che, come approfondiremo successivamente, lo stile di vita e il tipo di alimentazione sono degli importanti fattori che predispongono alla comparsa di ipertensione.

 

Come faccio a capire se ho la pressione alta?

 

La misurazione della pressione arteriosa viene effettuata in maniera indiretta mediante l’utilizzo di un apposito bracciale collegato ad una piccola pompa a mano, dal nome piuttosto complicato: lo sfigmomanometro.

Poiché non si tratta di un esame invasivo o doloroso, né tantomeno dispendioso in termini di tempo, ricordarsi di sottoporsi periodicamente al controllo della pressione è un comportamento molto importante: l’ipertensione non ha dei sintomi precisi, motivo per cui molti non si accorgono di averla; eppure essa continua ad agire silenziosamente, danneggiando progressivamente e seriamente i nostri organi, soprattutto il cuore, il sistema circolatorio, il cervello e gli occhi.

Anche se sembra una pratica molto semplice, misurare la pressione arteriosa e interpretarne correttamente i risultati non è uno scherzo, in quanto essa tende a variare fisiologicamente in relazione al momento della giornata o alle condizioni nelle quali ci troviamo.

 

Sistolica e diastolica

Il ciclo cardiaco con le due fasi di diastole, che permette l’ingresso di sangue nel cuore, e di sistole, con cui viene pompato nei vasi

 

Un accorgimento importante da mettere in pratica è effettuare la misurazione quando si è rilassati e seduti comodamente da qualche minuto in un ambiente con temperatura confortevole, poiché le emozioni condizionano i risultati. Accade molto spesso che persone con valori di pressione nella norma appaiano ipertese in occasione della visita medica in ambulatorio, perchè non si sentono a loro agio oppure sono preoccupate per il verdetto del medico. Questo fenomeno prende il nome di “white coat hypertension”, cioè “ipertensione da camice bianco“.

La cosa migliore da fare, dunque, è eseguire regolarmente l’automisurazione, con la quale si ottengono dei valori pressori più bassi di 5-10 mmHg (i millimetri di mercurio, indicati con il simbolo mmHg, rappresentano l’unità di misura della pressione, in memoria dello strumento ideato dall’italiano Riva-Rocci più di un secolo fa, dotato di una colonna in vetro contenente mercurio sulla quale era indicata la distanza espressa in millimetri). Inoltre, è fondamentale evitare di misurare la pressione subito dopo un pasto e di assumere sostanze che la fanno aumentare, come l’alcool, il caffè ed il fumo di sigaretta, nei 30 minuti che precedono la misurazione.

Sappiamo un po’ tutti che, dalla rilevazione della pressione, otteniamo due valori: la pressione massima e la pressione minima.

La pressione massima, anche detta sistolica, è quella che si registra nell’istante in cui il muscolo cardiaco si contrae, cioè si strizza come una spugna per spingere il sangue in tutte le arterie ad esso collegate; ciò si verifica in corrispondenza di ciascun battito del cuore. Al contrario, tra un battito e l’altro, il cuore si riempie di sangue e nelle arterie si registra la pressione minima o diastolica.

La pressione arteriosa è ottimale quando i suoi valori sono al di sotto di 120 mmHg (per la massima) e 80 mmHg (per la minima).

Si parla, invece, di ipertensione quando i suoi valori superano i 140 mmHg (per la massima) e i 90 mmHg (per la minima). Vengono considerati, inoltre, soggetti affetti da pre-ipertensione coloro che hanno una pressione massima compresa tra 120 e 139 mmHg ed una pressione minima compresa tra 80 e 89 mmHg. Questi ultimi presentano un’alta probabilità di sviluppare ipertensione ed un rischio cardiovascolare più elevato rispetto a quello dei soggetti con una pressione normale.

Ricordiamo che, affinché si possa fare diagnosi di ipertensione, bisogna avere almeno 3 misurazioni al di sopra dei valori indicati (140/90 mmHg) in un intervallo di 3 mesi, a meno che non si registrino valori superiori ai 160/100 mmHg.

 

Quali sono le cause dell’ipertensione?

 

Non è facile definire con precisione le cause dell’ipertensione, tuttavia sono stati identificati una serie di fattori che favoriscono la comparsa della malattia. Oltre all’età, al sesso, alla razza ed alla storia familiare, che sono non modificabili, ci sono altri fattori predisponenti sui quali possiamo intervenire, come il fumo di sigaretta, il consumo eccessivo di alcool, lo stile di vita sedentario, ma soprattutto l’obesità e le abitudini alimentari scorrette.

 

Alcol e fumo, due dei maggiori fattori di rischio per l'ipertensione

Il fumo e a’alcol, insieme ad un abuso di sale, diabete e obesità, sono i fattori di rischio più importanti per la comparsa di ipertensione arteriosa

 

Come dimostrato da una serie di studi scientifici, il rischio di ipertensione cresce in maniera proporzionale al peso ed alla quantità di sale da cucina (cloruro di sodio) che si consuma durante la giornata; al contrario, maggiore è la quantità di potassio che si assume, minore è la pressione arteriosa.

Per questo motivo, è possibile ottenere un effetto positivo sull’ipertensione attraverso una riduzione modesta del peso corporeo, che rappresenta la misura non farmacologica più potente, sia per il trattamento che per la prevenzione dell’ipertensione.

Al fine di rendere più efficiente il sistema circolatorio, è fondamentale smettere di fumare, consumare delle quantità moderate di alcool nel corso della giornata (meno di 150 ml di vino e di 360 ml di birra) e praticare un’attività fisica moderata e costante, poiché essa è in grado di rendere più elastiche le pareti dei vasi, aumentandone la capacità di dilatazione.

Infine, è buona norma seguire una dieta ricca di potassio (presente in frutta e verdura) e povera di sodio. Ricordiamo, infatti, che secondo i LARN (Livelli di Assunzione Raccomandati di Energia e Nutrienti per la popolazione generale) non bisognerebbe assumere più di 3-6g/giorno di cloruro di sodio (sale da cucina); al contrario, il consumo attuale nella popolazione italiana è almeno 3 volte superiore.

Per raggiungere tali obiettivi è auspicabile sostituire il sale da cucina con spezie ed erbe aromatiche, capaci di insaporire in maniera altrettanto gradevole i nostri piatti, e limitare il consumo di prodotti confezionati e di cibi naturalmente ricchi di sale (formaggi stagionati e insaccati), preferendo, invece, frutta e verdura (da consumare in più porzioni nel corso della giornata), cereali integrali, legumi, pesce, carne bianca, frutta secca e semi.

Mentre è noto che il sale sia un acerrimo nemico delle persone ipertese, un destino diverso spetta allo zucchero, che passa spesso inosservato: difatti, non tutti sanno che il fruttosio contenuto nel comune zucchero, sia esso bianco o di canna, agisce negativamente sui livelli di pressione arteriosa. Chi soffre di ipertensione arteriosa e pensava di dover rifuggire solo il sodio, potendosi al contrario confortare nel dolce abbraccio degli zuccheri, dovrebbe ricordare che un’alimentazione equilibrata fa un uso molto modesto sia di sale sia di sostanze edulcoranti: come sempre, la retta via è quella della moderazione.

 

 

Photo Credits: Passionesalute , Esseredonnaonline , Accumed

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Maria Casaburi

Maria Casaburi

Sono una biologa nutrizionista, laureata in Scienze della Nutrizione Umana presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università di Napoli. La mia passione per l'alimentazione è nata pochi mesi dopo aver conosciuto il mio compagno, che lavora come chef, stato lui a trasmettermi l'amore per il buon cibo e per la buona cucina. Da allora, appena ho tempo, non perdo l'occasione per sperimentare ricette gustose, ma allo stesso tempo sane. Credo molto nell'importanza della prevenzione, in particolare in età infantile e, negli ultimi anni, sono diventata una grande sostenitrice del biologico, sia per quanto riguarda gli alimenti che i cosmetici, perciò sono sempre alla ricerca di negozi che vendano prodotti biologici ad un prezzo accessibile!