Ipervitaminosi … perchè è la dose che fa il veleno!

Ipervitaminosi … perchè è la dose che fa il veleno!

I micronutrienti – minerali e vitamine – sono quei nutrienti che in contrapposizione a carboidrati, lipidi e proteine vengono richiesti in concentrazione limitata… appunto in concentrazione micro. Infatti, si parla di milligrammi o addirittura microgrammi e non di grammi come nel caso dei macronutrienti. Tuttavia, nonostante siano richiesti in una quantità tanto piccola, le vitamine ma anche i minerali, sono composti chimici che hanno la prerogativa di rendere possibili alcuni processi necessari per la vita. Da qui deriva la necessità di una corretta assimilazione con la dieta, tanto che si tratta di composti essenziali e cioè di molecole che l’organismo non è in grado di sintetizzare.

Per ciascun nutriente, dunque anche per le vitamine, i LARN (Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed Energia per la Popolazione Italiana) definiscono i fabbisogni necessari per garantire l’omeostasi metabolica.

Tuttavia, non si può parlare di un fabbisogno universale tanto che l’introito ideale di ciascuna vitamina varia in base ad una serie di fattori, tra i principali annoveriamo l’età, il sesso, lo stile di vita, le abitudini alimentari e le condizioni fisiopatologiche del singolo individuo. Ecco dunque che stabilire il giusto introito di nutrienti – sia macro che micro – non è operazione immediata ma serve invece uno studio meticoloso ed incentrato sulla singola persona.

 

Cos’è l’ipovitaminosi? E l’ipervitaminosi?

 

Una volta stabiliti i livelli di assunzione raccomandata per la singola persona è necessario attenersi ad essi e non eccedere con l’assunzione nè introdurne quantità troppo basse. Infatti, in entrambi i casi si rischiano condizioni patologiche più o meno gravi.

Oggigiorno, con la grande disponibilità di alimenti che abbiamo a disposizione (…croce e delizia del mondo moderno!) il rischio di ipovitaminosi è quasi scongiurato mentre in passato questa condizione patologica ha destato malessere e morte: pensiamo allo scorbuto (derivante da una carenza di Vitamina C) o al rachitismo (per mancanza di Vitamina D) o alla pellagra per mancanza di vitamine del gruppo B.

Le vitamine e gli integratori

Andare in ipovitaminosi e in ipervitaminosi è un rischio molto raro, anche se non del tutto scongiurato

 

Purtroppo però, anche se in modo piuttosto esiguo, esiste ancora oggi la possibilità di andare incontro a carenza di vitamine: questa situazione potrebbe manifestarsi nel caso di diete eccessivamente ipocaloriche e restrittive (che eliminano interi gruppi alimentari dalla dieta), ma anche in caso di malassorbimento e di terapie farmacologiche molto prolungate.

All’opposto, definiamo invece una condizione clinica nota come ipervitaminosi. Si tratta di una sindrome tossica provocata dalla somministrazione di eccessive dosi di vitamine. Ho parlato di somministrazione poiché non si corre il rischio di ipervitaminosi con una dieta correttamente bilanciata ma il rischio è plausibile quando si utilizzano integratori.

Sebbene le vitamine siano così indispensabili al corretto funzionamento del corpo, dosi eccessive possono mandare in sofferenza l’organismo e danneggiarlo. E’ sempre la dose che fa il veleno e, quindi, anche una sostanza considerata benefica e indispensabile (proprio come le vitamine) se assunta in dosi massicce può trasformarsi in un veleno.

 

Integratori si, integratori no

 

Un punto cruciale e a mio avviso di fondamentale importanza è che, così come per il farmaco, anche per l’integratore l’uso va limitato a particolari periodi della vita in cui si ritiene che l’alimentazione non sia sufficiente a coprire il fabbisogno per quel dato nutriente. Ad esempio, sappiamo che in gravidanza è necessaria una supplementazione di acido folico poiché previene il rischio di spina bifida nel nascituro.

Ancora, la necessità di una supplementazione di vitamina B12 per le donne in stato di gravidanza nonché di allattamento che hanno un regime alimentare vegetariano e vegano. Difatti, la carenza di vitamina B12 comporta una serie di sintomi – che si manifestano attorno al terzo mese di vita – che comprendono ritardo nella crescita, letargia, ipotono, carente sviluppo cognitivo.

 

Integratori e ipervitaminosiL’integrazione smodata e priva di una reale necessità (valutata da uno specialista) può essere inutile se non addirittura dannosa

 

Quindi, l’integrazione di vitamine e/o minerali deve essere una integrazione intelligente e non fatta a caso… pensando magari di amplificare le proprietà nutrizionali apportante da un singolo nutriente. Infatti, oltre il rischio di incorrere in somministrazioni eccessive che determinano sindromi tossiche (con ripercussioni gravi per lo stato di salute), occorre sapere che sussistono delle sostanziali differenze tra vitamina naturale e vitamina sintetica.

 

Cosa vuol dire?

 

Che, difatti, le vitamine naturali e quelle sintetiche hanno una struttura chimica praticamente identica però diversi sono gli effetti che si ottengono dall’assunzione delle une o delle altre. Infatti, negli alimenti, le vitamine interagiscono con molte altre componenti creando un sinergismo che consente di ottenere risultati che la vitamina sintetica da sola non potrà mai ottenere.

Dunque, concludendo, vale il discorso che come al solito l’avere una coscienza alimentare ci protegge dagli eccessi e dai difetti. Vale il discorso che prendere una capsula può integrare un nutriente nel breve periodo ma nel lungo periodo, quello che dovrebbe starci a cuore, dovremmo fidarci ed affidarci ad una buona e sana alimentazione

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Alessandra Leoni

Alessandra Leoni

Biologa nutrizionista iscritta all'ordine nazionale dei biologi, Alessandra Leoni si è laureata in Scienze degli Alimenti all'Università politecnica delle Marche, conseguendo poi la laurea magistrale in Biologia Molecolare, Sanitaria e della Nutrizione presso l'Università degli Studi di Urbino "Carlo Bo". Da gennaio 2014, svolge la libera professione di Biologa Nutrizionista nei territori di Civitanova Marche, Pagliare del Tronto e San Benedetto del Tronto.