La Dieta del Gruppo Sanguigno

La Dieta del Gruppo Sanguigno

“Siamo ciò che mangiamo”: una frase che ci arriva dal passato e che, nel mondo moderno, ritrova numerose conferme scientifiche. Appunto, le conferme scientifiche… proprio su queste dovrebbero basarsi le linee guida per una alimentazione che possa assicurare benessere e prevenzione. Tuttavia ad oggi la situazione è allarmante: molte persone decidono infatti di non rivolgersi a veri professionisti ma di affidare la propria salute a delle diete che seguono una moda piuttosto che un’altra, molto spesso con la caratteristica di essere drastiche e sicuramente non equilibrate e che – soprattutto – possono diventare pericolose per la salute di chi le segue.


A tal proposito, la “Dieta del Gruppo Sanguigno” è forse una delle più fantasiose soluzioni proposte per perdere peso e che purtroppo non si discosta dal pericoloso trend di cui parlavo poc’anzi: la pagina facebook è seguita da ben 13.000 persone e Peter D’Adamo, il suo fondatore, ha venduto oltre 7 milioni di copie in tutto il mondo con il suo libro “Eat right for your type”.

 

La dieta del gruppo sanguigno: verità o bugia?

 

Ebbene, possibile che avere il sangue del gruppo A o B faccia differenza su ciò che dovremmo mangiare? Scopriamolo insieme!

La dieta del gruppo sanguigno è stata inventata dal naturopata americano Peter D’Adamo alla fine degli anni ’90, mentre in Italia è pubblicizzata da Piero Mozzi, medico “secondo natura”, come lui stesso si definisce. Come tutte le ipotesi che ottengono successo dall’opinione pubblica, anche questa teoria sembra avvalersi di concetti scientifici. Infatti, il gruppo sanguigno è una caratteristica determinata geneticamente e i diversi tipi si differenziano per le glicoproteine presenti sulle cellule del sangue.

 

Peter D'Adamo, l'ideatore della dieta del gruppo sanguigno Peter D’Adamo, naturopata americano, ideatore della discussa dieta del gruppo sanguigno

 

Quando si scoprì che queste glicoproteine sono presenti anche su cellule dell’intestino, D’Adamo ipotizzò che il gruppo sanguigno sarebbe rivelatore delle abitudini alimentari dei nostri antenati e mangiare alcune cose evitando dei veri e propri gruppi alimentari, sarebbe il modo migliore per vivere una vita in salute. Inoltre, secondo D’Adamo, in alcuni alimenti sono contenute particolari proteine – chiamate lectine – in grado di influenzare in modo diverso i quattro gruppi sanguigni. Dunque, ogni persona (sempre in relazione al suo gruppo sanguigno) sarebbe intollerante ad alcune lectine che comporterebbero un attacco ai globuli rossi, agglutinandoli.

Entrando nel dettaglio, il Gruppo Sanguigno O è cacciatore, quindi carnivoro. Va da sé che un alimento consigliato è la carne mentre sono sconsigliati alimenti come il latte e latticini, i cereali e i legumi.

Il Gruppo Sanguigno A è agricoltore quindi dovrebbe seguire una dieta prettamente vegetariana ed evitare latticini.

Il Gruppo Sanguigno B caratterizza il nomade, che presenta un sistema immunitario e digestivo forte, quindi può permettersi di mangiare anche latte e latticini. Per queste persone, gli unici alimenti sconsigliati sono i dolci.

In ultimo, le persone con Gruppo Sanguigno AB dovrebbero preferire un’alimentazione equilibrata e varia… come se non fosse necessaria per tutti!

 

Ma che cosa c’è di vero in tutto questo?

 

In realtà molto poco! Infatti, basta una ricerca su PubMed, la banca dati della letteratura medica mondiale, per accorgersi che gli studi seri sul tema sono praticamente inesistenti e tutti i presupposti della teoria non sono stati finora mai provati. Lo stesso naturopata non ha mai verificato, con dati statistici seri, la veridicità delle sue asserzioni.

Dunque, queste suddivisioni sono assolutamente prive di fondamento scientifico e non c’è alcuna ragione per cui un certo tipo di alimento possa essere più adatto ad un gruppo sanguigno piuttosto che a un altro.

 

Gli alimenti concessi per ogni gruppo sanguigno secondo D'AdamoPer ciascun gruppo sanguigno, D’Adamo indica le categorie di alimenti da preferire

 

Alle bizzarre supposizioni di D’Adamo e seguaci, si contrappone non solo la statistica ma anche la scienza: recentemente è stato pubblicato un interessante lavoro che pare mettere in relazione il gruppo sanguigno con il tipo di batteri che compongono la flora intestinale. Infatti, pare che alcuni batteri siano più presenti in determinati gruppi sanguigni rispetto ad altri.

Pertanto in futuro, molto probabilmente – approfondendo su questo tipo di ricerche – sarà possibile tener conto di questo dato scientifico nella formulazione di un piano alimentare specifico e personalizzato, anche in chiave nutrigenomica.

Quindi, diffidiamo da stratagemmi miracolosi e che parlano di alimenti “giusti” e “sbagliati” soprattutto quando a farne le spese è la nostra salute.

Come al solito… la conoscenza fa la differenza!

Share this...
Share on FacebookTweet about this on TwitterPin on PinterestEmail this to someoneShare on LinkedInShare on TumblrShare on Google+Print this pageShare on Reddit

Commenti

commenti

Alessandra Leoni

Alessandra Leoni

Biologa nutrizionista iscritta all'ordine nazionale dei biologi, Alessandra Leoni si è laureata in Scienze degli Alimenti all'Università politecnica delle Marche, conseguendo poi la laurea magistrale in Biologia Molecolare, Sanitaria e della Nutrizione presso l'Università degli Studi di Urbino "Carlo Bo". Da gennaio 2014, svolge la libera professione di Biologa Nutrizionista nei territori di Civitanova Marche, Pagliare del Tronto e San Benedetto del Tronto.