La spezia della discordia: la noce moscata

La spezia della discordia: la noce moscata

Se vogliamo insaporire la besciamella per le nostre lasagne o stiamo preparando il ripieno degli agnolotti piemontesi, nella nostra cucina non può mancare una spezia di origine esotica, ma ormai adottata dalla gastronomia italiana: la noce moscata.

Questa raffinata spezia, dal sapore intensamente aromatico in cui si mescolano dolce e piccante allo stesso tempo, non è nient’altro che il seme decorticato ed essiccato della Miristica Fragrans, un albero sempreverde originario delle Isole Molucche, arcipelago al largo dell’Indonesia formato da più di mille isole, note in passato come “isole delle spezie”.

Forse non tutti sanno che dal medesimo albero si ricavano due pregiati prodotti: infatti, all’interno del frutto della Miristica fragrans, al di sotto della polpa giallognola, il seme – la futura noce moscata- è avvolto da una membrana carnosa e scarlatta: il macis, una spezia che trova impiego in diverse preparazioni culinarie e facente parte di una delle miscele aromatiche più famose al mondo, il curry.

 

Noce moscata, un pò di storia …

 

Come altre spezie orientali, la noce moscata è stata in passato una merce di grande valore: introdotta in Europa dagli arabi nel XIV secolo, sin dal principio la sua fragranza ebbe grande fortuna e conquistò gusto e olfatto degli ambienti aristocratici. Una volta che gli europei vennero a conoscenza della fonte di tale ricchezza, approdando nelle remote isole del Pacifico, la smania di controllare la produzione ed il commercio della noce moscata si diffuse a macchia d’olio, contagiando le più grandi potenze marittime: il monopolio della spezia fu a lungo conteso da Portoghesi, Olandesi ed Inglesi, in un perpetrarsi di sanguinosi scontri.

La passione per questa spezia raggiunse il suo acme nel XVIII secolo, quando tutte le tasche dei giovani lord inglesi accoglievano una noce moscata ed una piccola grattugia, in argento o osso, in modo da poter spolverare al bisogno le pietanze o il vin brulè.

 

Il macis e la noce moscata si estraggono dalla stessa pianta

Ecco il macis, la membrana rossa che avvolge il seme, ovvero la noce moscata

 

Ma l’utilizzo di questa spezia, sia per le caratteristiche organolettiche sia le proprietà benefiche, risale ad epoche molto più remote: in alcune aree geografiche la noce moscata veniva apprezzata già 700 anni a.C.

 

Le proprietà curative

 

Nella medicina tradizionale indiana, la noce moscata è nota per le sue qualità antimicotiche, digestive e carminative; in altre parole, è efficace nel favorire il processo digestivo e promuove l’eliminazione dei gas intestinali.

La noce moscata è inoltre uno scrigno di minerali e vitamine, tra cui ferro, calcio, potassio, fosforo, zinco, vitamine del gruppo B e beta-carotene; tuttavia, considerate le modeste quantità di utilizzo, nella nostra dieta concorre in modo pressoché trascurabile all’apporto di questi importanti micronutrienti.

Il seme contiene, tra gli altri principi attivi, discrete quantità di elemicina, miristicina e safrole responsabili di alcuni effetti psicoattivi: secondo alcune ricerche, l’azione stimolante di queste molecole potrebbe essere utile per proteggere dal rischio di Alzheimer. I dati a supporto, tuttavia, non sono ancora conclusivi.

Le sue proprietà depurative vengono sfruttate per l’eliminazione delle tossine a livello epatico e renale.

Nella medicina naturale, oltre al seme, viene impiegato a scopo terapeutico l’olio di noce moscata: esso contiene elevate quantità di eugenolo, un principio attivo antiinfiammatorio che si è rivelato utile nel trattamento del mal di denti e per alleviare i dolori muscolari, articolari e reumatici.

L’effetto decongestionante e antiinfiammatorio dell’olio è un valido alleato anche per facilitare la digestione: 4-6 gocce di olio di noce moscata spalmate con movimento circolare all’altezza dello stomaco, subito dopo il pasto, alleviano il senso di pesantezza.

 

Gli effetti avversi

 

Come Paracelso ci insegna, è la dose che fa il veleno. La celebre citazione non potrebbe essere maggiormente azzeccata: inebriante e gradevole spezia in piccole dosi, potenziale e pericoloso tossico nell’ordine di alcuni grammi. La noce moscata, infatti, assunta in quantità superiori ai 4-6 g, può provocare l’insorgenza di effetti collaterali come nausea, vomito e allucinazioni. I principi attivi responsabili di queste reazioni indesiderate, talvolta anche gravi, sono la miristicina e l’elemicina, che hanno una struttura chimica simile alle anfetamine.

I principi attivi contenuti nella noce moscata la rendono una spezia controindicata ai soggetti in terapia con i farmaci inibitori delle Mono-Amino-Ossidasi (farmaci antidepressivi) per il rischio di potenziamento dell’effetto.

 

La noce moscata in cucina

 

In cucina questa spezia è davvero poliedrica: moltissimi piatti tradizionali regionali ne fanno uso, siano essi dolci o salati. Budini, creme, salse, pasticci a base di carne o formaggio, verdure bollite e ripieni raggiungono la loro naturale completezza con un pizzico di noce moscata.

Oggi vi presentiamo la ricetta dei tortelli di zucca, una pasta ripiena tipica della cucina mantovana. Pronti a grattugiare la noce moscata!

 

Tortelli di zucca

La ricetta di oggi prevede tra gli ingredienti principali la zucca che bene si sposta con il sapore caratteristico della noce moscata 

 

Ingredienti per 6 persone

Per la pasta:
400 g di farina di grano tenero
4 uova

Per il ripieno:
1 kg di polpa di zucca tagliata a pezzi e cotta al vapore
60 g di mostarda di mele cotogne
120 g di amaretti
80 g di parmigiano grattugiato
noce moscata

Per il condimento:
30 g di burro
1 rametto di salvia
30 g di parmigiano grattugiato

Impastate la farina con le uova fino ad ottenere un impasto liscio ed elastico, quindi avvolgetelo in un telo inumidito e fatelo riposate in un luogo fresco per circa 30 minuti.
Nel frattempo preparate il ripieno: schiacciate, con l’ausilio di uno schiacciapatate, la polpa della zucca quindi unite gli amaretti finemente sbriciolati, il parmigiano grattugiato, la mostarda di mele e la noce moscata grattugiata.

 

 

Photo Credits: Mistofrigo , Modenatoday , Ilgiornaledelcibo , Turistipercaso

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Francesca Antonucci

Francesca Antonucci

Farmacista e consulente nutrizionale appassionata di ricette, ingredienti e di Dieta Mediterranea, secondo il suo reale significato. Leggo e scrivo di cucina e nutrizione prima di tutto per passione per la salute e la prevenzione. Ed è proprio dalla passione che è nato Mistofrigo