L’angolo delle curiosità: asma in età pediatrica, anche la dieta conta

L’angolo delle curiosità: asma in età pediatrica, anche la dieta conta

L’asma è una malattia infiammatoria cronica dei bronchi, caratterizzata da difficoltà respiratoria. In Italia, ne soffre circa il 10% dei bambini sopra i 6 anni di età.

Come spesso accade, sia fattori individuali (tra cui la predisposizione genetica) sia fattori ambientali (come esposizione a fumo di sigaretta, inquinamento atmosferico e sensibilizzazione allergica ad alcune sostanze, in particolare polvere, muffe, pelo di animali e pollini) interagiscono tra loro e rappresentano un rischio per l’insorgenza del disturbo.

E le abitudini alimentari c’entrano qualcosa? Sebbene il legame tra asma e nutrizione sia ancora in parte da esplorare, sempre più ricerche pongono l’accento sull’effetto protettivo di una dieta equilibrata sulle manifestazioni della più comune malattia cronica infantile.

Per questo accanto alla terapia farmacologica, indispensabile per il controllo dell’asma, è importante che famiglie e genitori accolgano alcuni cambiamenti di stile di vita, sia come mezzo di prevenzione sia come supporto al trattamento medico.

 

Negli ultimi decenni la prevalenza di asma è aumentata in quasi tutto il mondo, soprattutto in età pediatrica. Negli ultimi decenni la prevalenza di asma è aumentata in quasi tutto il mondo, soprattutto in età pediatrica.

 

Obesità: anche le vie respiratorie soffrono

I bimbi obesi, così come gli adulti, sono maggiormente esposti al rischio di andare incontro ad alcuni “malfunzionamenti”. Con l’aggravante che, essendo organismi in crescita, possono essere condizionati in modo negativo nel loro sviluppo e nella loro vita futura da un cattivo stato di salute.

I chili di troppo in età pediatrica sono associati non solo ad una maggiore incidenza di asma, ma anche ad un quadro più severo di questo disturbo, come evidenziato da un recente studio che ha preso in esame i dati di più di 500.000 bambini e ragazzi di età compresa tra 2 e 17 anni (Lang JE at al, 2018).

L’eccesso di peso compromette la funzionalità polmonare sia dal punto di vista meccanico (con compressione delle vie aeree e riduzione dei volumi polmonari) sia attraverso l’innesco di uno stato di infiammazione che nuoce all’apparato respiratorio (e non solo!).

Parallelamente, la mancanza di attività fisica che spesso denota lo stile di vita dei bambini obesi non aiuta a migliorare le cose. Un esercizio fisico appropriato è indispensabile per il benessere fisico, psicologico e sociale di ogni bambino: anche i piccoli che soffrono di asma, nel rispetto delle indicazioni mediche, dovrebbero essere incoraggiati a svolgere attività sportive di loro gradimento.

 

Si stima che 1 milione di casi di asma in età pediatrica siano direttamente riconducibili all’obesità.Si stima che 1 milione di casi di asma in età pediatrica siano direttamente riconducibili all’obesità.

 

Dieta mediterranea e asma

Non esiste una dieta specifica per l’asma (ad eccezione dei casi di allergia alimentare, un bambino asmatico può mangiare tutto), bensì una dieta equilibrata capace di migliorare la gestione di questa malattia cronica. E una mano arriva sempre da lei: la dieta mediterranea.

Diverse ricerche, infatti, hanno osservato una relazione tra aderenza a dieta mediterranea, generosa di prodotti di origine vegetale e povera di grassi animali, ed evoluzione dell’asma in tenera età.

Consumare ogni giorno frutta e verdura, prediligere olio extravergine di oliva come condimento e moderare l’assunzione di proteine e grassi di origine animale (poca carne, in particolare poca carne rossa, e modesto consumo di formaggi a vantaggio di pesce e legumi), sembra avere un impatto positivo sulla comparsa dei sintomi.

Il modello mediterraneo rappresenta un serbatoio di grassi polinsaturi, vitamine A, C ed E, magnesio, selenio e zinco. Tutti questi componenti potrebbero mediare la riduzione dell’infiammazione anche a livello delle vie respiratorie.

Sebbene ulteriori studi siano necessari per indagare a fondo il nesso tra dieta e sintomi dell’asma (al momento non ci sono prove sufficienti per suggerire l’utilizzo di integratori, ad esempio), possiamo essere sicuri che seguire una dieta bilanciata basata sui principi del regime mediterraneo non può portarci fuori strada. I benefici riconosciuti a questo stile alimentare sono davvero numerosi.

 

La dieta mediterranea è anche una questione di educazione al gusto: mangiare in modo sano sin da piccoli facilita il mantenimento di abitudini virtuose.La dieta mediterranea è anche una questione di educazione al gusto: mangiare in modo sano sin da piccoli facilita il mantenimento di abitudini virtuose.

 

La prevenzione inizia…nella pancia della mamma!

Ciò che la mamma in dolce attesa mangia, respira, fa, sente e vive emotivamente è in grado di influenzare il bambino. Anche la prevenzione dell’asma bronchiale ha inizio nella vita prenatale.

Di assoluta importanza è l’astensione dal fumo: il tabagismo è dannoso a più livelli e può portare ad insorgenza di asma nel bambino nei suoi primi anni di vita.

Altrettanto fondamentale è la dieta della mamma: un adeguato consumo di cibi ad azione antiossidante ed antinfiammatoria (pesce, frutta secca, semi oleosi, frutta e verdura) ha un effetto difensivo anche nei confronti dello sviluppo di respiro sibilante e asma nell’infanzia. Troppe calorie e deficit di alcuni nutrienti (come vitamina D), al contrario, non giovano alla salute delle vie respiratorie.

Dopo la nascita, l’allattamento al seno esclusivo nei primi 6 mesi di vita rappresenta un’altra forma di protezione. Senza trascurare che le attenzioni ad una dieta sana, sia per la mamma che per l’intero nucleo familiare, dovrebbero sempre proseguire e accompagnare il bambino nella sua crescita: l’esempio e la condivisione sono tra i mezzi più potenti per acquisire comportamenti consapevole e salutari duraturi.

 

 

Fonti:

 

Photo Credits: BimbisaniebelliFallhillpediatricsGustosano

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Giulia Pieri

Giulia Pieri

Dietista per professione e buongustaia per vocazione, da brava romagnola DOC qual sono adoro il cibo in tutte le sue forme (soprattutto se cucinato da qualcun altro, vista la mia irreparabile goffaggine ai fornelli). Cosa mi piace del mio lavoro? Trovo affascinante la straordinaria complessità di intrecci biologici, psicologici e culturali alla base di un gesto apparentemente tanto semplice come il nutrirsi: il cibo è molto più di un bisogno organico, è un potente evocatore di ricordi, legami affettivi e tradizioni. Solo una visione a tutto tondo del delicato rapporto uomo-cibo, sostenuta dalla voglia instancabile di esplorare e dalla capacità di rinnovare lo stupore di fronte alle scoperte, può garantire il raggiungimento del benessere. Oltre alla dietista, c'è una persona che ama i temporali estivi e i libri di carta, un'appassionata di bische clandestine di giochi di società e un'ascoltatrice ossessiva compulsiva di musica rock (ma che non esita un attimo a sciogliersi alle dolci note di un pianoforte). Il profumo di una torta che aleggia per casa e il calore del mio adorato cane accoccolato ai miei piedi sono per me la cornice della felicità.