L’angolo delle curiosità: lo sport che allena la memoria

L’angolo delle curiosità: lo sport che allena la memoria

Ognuno di noi adotta la sua strategia per mantenere i neuroni pimpanti e la memoria efficiente: c’è chi legge con assiduità, chi fa rebus su rebus, chi consuma le mine di matita a forza di sudoku, chi si accinge ad imparare una nuova lingua. In generale, esplorare, essere curiosi e cercare di cimentarsi sempre con nuove prove fa bene al nostro cervello. Anche lo sport – fatto nei modi e nei tempi giusti – può aiutarci non solo nel corpo, ma anche nella mente.

 

Sport e funzioni cognitive: un binomio che funziona davvero bene!

A tutti noi sarà capitato di osservare gli effetti sorprendenti dell’attività fisica non solo sul tono muscolare, ma anche su quello dell’umore. Tuttavia, il ruolo protettivo dello sport nei confronti di alcuni processi cognitivi, tra cui la memoria, forse è meno scontato e immediatamente descrivibile.

Una ricerca condotta in Olanda su 72 partecipanti (pubblicata su Current Biology) ha permesso di evidenziare che attività aerobiche (tradotto in linguaggio comune: camminata sostenuta, corsa, ciclismo, nuoto, per fare alcuni esempi) hanno un impatto positivo sull’apprendimento e la memoria a lungo termine.

In particolare, i dati restituiti dal gruppo di ricercatori dicono che l’esercizio fisico svolto qualche ora dopo il momento dell’apprendimento (cioè la fatidica fase in cui le informazioni vengono immagazzinate) modula positivamente l’attività dell’ippocampo, la preziosa regione del nostro cervello che, in modo straordinariamente affascinante e ancora in parte oscuro, permette il processo di memorizzazione.

Sembra infatti che l’attività fisica (o meglio, alcune delle sue conseguenze fisiologiche, come il rilascio di alcuni neurotrasmettitori e sostanze favorenti la plasticità neurale) permetta sia di potenziare il consolidamento dei ricordi sia di facilitare il recupero.

 

La memoria è un processo cognitivo che va coltivato e protetto: numerosi espedienti possono accorrere in soccorso delle nostre sinapsi, tra cui l’esercizio fisico aerobico. La memoria è un processo cognitivo che va coltivato e protetto: numerosi espedienti possono accorrere in soccorso delle nostre sinapsi, tra cui l’esercizio fisico aerobico.

 

Anche se alcuni meccanismi devono ancora essere chiariti e alcune pre-condizioni indagate (il livello di allenamento incide sui risultati? Qual è la finestra temporale ottimale?), la scoperta rappresenta certamente una buona notizia. E non solo per chi è alle prese con la preparazione degli esami, ma anche per tutti coloro che desiderano migliorare (o anche semplicemente non perdere) le proprie prestazioni mnestiche (recitare una bella poesia con disinvoltura suscita sempre interesse e ammirazione!).

Per di più, un recente studio canadese (pubblicato su Frontiers in Aging Neuroscience) ha messo in luce che l’esercizio aerobico permette di tutelare alcuni aspetti della memoria e conseguire prestazioni migliori anche nella vita adulta “più adulta” (diciamo dopo i 65 anni).

 

Quale sport per la memoria?

Tutti gli sport aerobici fanno stare bene il nostro cervello: la scelta dovrebbe ricadere su quelle attività che più ci sono congeniali e ci appassionano, che sia una passeggiata all’aria aperta o una lezione di danza.

Il merito dell’attività fisica va alla sua capacità di indurre modifiche strutturali nell’ippocampo e di aumentare sia l’ossigenazione dei tessuti cerebrali sia il rilascio di molecole utili alla conoscenza e alla memoria, quali dopamina, noradrenalina e fattori di crescita come BDNF (brain-derived neurotrophic factor, ovvero fattore neurotrofico cerebrale).

Resta sottinteso che l’esercizio fisico davvero efficace è quello condotto con regolarità e costanza (sono raccomandati almeno 30-40 minuti al giorno per 5 giorni a settimana), supportato da una buona alimentazione (dieta varia e completa di nutrienti) e correttamente pianificato, in modo che risulti congruente con le proprie possibilità (correre 10 km senza mai essersi allenati è leggermente presuntuoso e pesantemente controproduttivo).

Infatti, anche troppa attività fisica – quando esita in uno stress eccessivo per l’organismo ed è condotta senza gradualità e cura dei tempi di recupero – può rivelarsi deleteria. Uno stress ossidativo smisurato – non controbilanciato da sistemi efficienti di smaltimento – predispone ad invecchiamento e si ripercuote negativamente sulla memoria.

Dunque, ciò che è certo è che l’esercizio fisico è un potentissimo strumento di prevenzione, ma – come tutti gli strumenti – va maneggiato con maestria, un’arte che richiede pazienza ed esperienza.

 

 

Photo Credits: Magazinedelledonne

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Giulia Pieri

Giulia Pieri

Dietista per professione e buongustaia per vocazione, da brava romagnola DOC qual sono adoro il cibo in tutte le sue forme (soprattutto se cucinato da qualcun altro, vista la mia irreparabile goffaggine ai fornelli). Cosa mi piace del mio lavoro? Trovo affascinante la straordinaria complessità di intrecci biologici, psicologici e culturali alla base di un gesto apparentemente tanto semplice come il nutrirsi: il cibo è molto più di un bisogno organico, è un potente evocatore di ricordi, legami affettivi e tradizioni. Solo una visione a tutto tondo del delicato rapporto uomo-cibo, sostenuta dalla voglia instancabile di esplorare e dalla capacità di rinnovare lo stupore di fronte alle scoperte, può garantire il raggiungimento del benessere. Oltre alla dietista, c'è una persona che ama i temporali estivi e i libri di carta, un'appassionata di bische clandestine di giochi di società e un'ascoltatrice ossessiva compulsiva di musica rock (ma che non esita un attimo a sciogliersi alle dolci note di un pianoforte). Il profumo di una torta che aleggia per casa e il calore del mio adorato cane accoccolato ai miei piedi sono per me la cornice della felicità.