L’esperto risponde: alimentazione e calcoli renali

L’esperto risponde: alimentazione e calcoli renali

I calcoli renali – noti come nefrolitiasi nell’idioma medico – rappresentano un male piuttosto comune (ma di certo non motivo di mezzo gaudio): pare che 1 italiano su 10 abbia a che fare con la calcolosi urinaria nel corso della propria vita. E anche qui l’alimentazione gioca la sua parte, nel bene e nel male: mai perdere di vista quello che mettiamo nel piatto (e nel bicchiere!).

 

Calcoli renali: cosa sono e perché si formano?

I calcoli sono formazioni solide che si sviluppano nell’apparato urinario, generalmente in un arco temporale variabile tra i 2 e 5 anni. Possono essere di varia natura, ma nella maggior parte dei casi sono costituiti da ossalato di calcio (puro o in combinazione con fosfato di calcio o urato di calcio) e acido urico. Meno frequenti sono i calcoli di struvite e più rari quelli di cistina.

I problemi iniziano quando l’ambiente renale diventa sovraccarico di alcuni composti: questi, anziché restare disciolti nelle urine, iniziano a precipitare e ad aggregarsi. Ad esempio, una concentrazione di ossalato di calcio superiore di 4 volte la normalità favorisce lo sviluppo dei primi piccoli aggregati cristallini (la cosiddetta renella).

Se le condizioni facilitanti la formazione persistono, gli agglomerati possono crescere di dimensione – trasformandosi in veri e propri calcoli, appunto. Questi, muovendosi, possono addirittura ostruire il tratto urinario: tale evento improvviso e molto doloroso è noto come colica renale.

 

La colica renale si presenta con un dolore acuto e improvviso a livello addominale e lombare: questo evento è dovuto proprio all'ostruzione delle vie urinarie ad opera dei calcoli renali. La colica renale si presenta con un dolore acuto e improvviso a livello addominale e lombare: questo evento è dovuto proprio all’ostruzione delle vie urinarie ad opera dei calcoli renali.

 

I fattori di rischio per lo sviluppo di nefrolitiasi sono diversi: predisposizione genetica, disidratazione, infezioni croniche delle vie urinarie, disordini metabolici e dieta inadeguata hanno tutti una certa dose di responsabilità.

Ed è importante sapere che in seguito ad un episodio di calcolosi renale il rischio che vi sia una recidiva entro 10 anni (cioè che i calcoli si ripresentino) varia dal 30 al 50%. Una percentuale niente affatto trascurabile, che dovrebbe bastare come motivazione per l’adozione di stili di vita irreprensibili.

In particolare, la dieta riveste un ruolo molto importante sia nella prevenzione (per scongiurare la formazione di nuovi calcoli) sia nella terapia (quando i calcoli sono già presenti nel tratto urinario). In tal caso, conoscere la composizione dei calcoli e determinati parametri urinari deve sempre precedere qualsiasi forma di intervento.

 

Calcoli da ossalato di calcio

Se la regola di idratarsi abbondantemente (rigorosamente con acqua, per mantenere una diuresi di circa 2 litri al giorno) vale per tutte le nefrolitiasi, altre indicazioni dietetiche dipendono strettamente dalla tipologia di calcoli renali.

Di fronte ad una calcolosi da ossalato di calcio è bene seguire un piano alimentare che preveda un contenuto adeguato di calcio (checché se ne dica, non sono le diete ricche in calcio a favorire la formazione dei calcoli!) e che contempli un’attenzione particolare verso ossalati, sodio e proteine animali.

 

Circa l’80% dei calcoli renali contiene calcio e di questi circa l'80% è formato da ossalato di calcio.Circa l’80% dei calcoli renali contiene calcio e di questi circa l’80% è formato da ossalato di calcio.

 

Gli ossalati sono naturalmente presenti in una grande moltitudine di alimenti; si contraddistinguono per contenuto elevato spinaci, rabarbaro, barbabietola rossa, bietola, verza, crusca, cioccolato e cacao, pomodori verdi, tè verde, semi di sesamo e prezzemolo. Poiché questi cibi sono importanti costituenti di una dieta sana ed equilibrata, non è raccomandabile eliminarli del tutto.

Anzi, le ultime raccomandazioni vertono non tanto sulla necessità di limitare l’apporto di ossalati con la dieta, quanto su espedienti che possano ridurre il suo assorbimento a livello intestinale. Ad esempio, consumare cibi ricchi in ossalato in concomitanza di fonti alimentari di calcio permette a questi elementi di legarsi nel tratto digerente e non nell’ambiente renale.

In questo gioco di legami e grovigli entra in ballo anche il sodio: ridurre l’apporto di sodio è fondamentale per ridurre le perdite urinarie di calcio e, in altre parole, per la prevenzione dei calcoli renali. Il sodio si trova nel comune sale da cucina (per questo è bene abituarsi a gusti più naturali, ricorrendo ad esempio a spezie ed erbe aromatiche per insaporire le preparazioni), ma è rintracciabile in abbondanza in numerosi cibi. Piatti pronti, salse, dadi da brodo, snacks salati di vario tipo (eh sì, anche quelli non fritti o dall’aspetto più innocuo del mondo), sostituti del pane, affettati, formaggi (specialmente stagionati) e conserve (dai capperi passando per le olive in salamoia e il pesce in scatola) sono tutti alimenti che richiedono di essere consumati in maniera oculata.

Contrariamente a quello che il senso comune porta a credere, una dieta che preveda un buon contenuto di calcio è protettiva nei confronti dei calcoli renali: nell’intestino, infatti, il calcio si lega all’acido ossalico e ne riduce l’assorbimento. Pertanto, guai ad eliminare latte e formaggi dalla dieta: può rivelarsi una scelta controproducente se questi cibi non sono sapientemente compensati da altre fonti di calcio!

Anche la scelta dell’acqua dovrebbe orientarsi in questa direzione: un’acqua con un buon contenuto di calcio può contribuire significativamente al soddisfacimento del fabbisogno di questo minerale. Tuttavia, quando la presenza di calcoli si è già palesata, è meglio rivolgersi ad un’acqua oligominerale che favorisca la diuresi (e dunque l’espulsione dei calcoli).

 

Oltre a latte e derivati, frutta secca, verdura a foglia verde, fagioli di soia e pesce contribuiscono a fornire calcio, indispensabile per prevenire i calcoli renali; ma non dimentichiamoci dell'acqua!Oltre a latte e derivati, frutta secca, verdura a foglia verde, fagioli di soia e pesce contribuiscono a fornire calcio, indispensabile per prevenire i calcoli renali; ma non dimentichiamoci dell’acqua!

 

E le proteine? Sappiamo che è indispensabile assicurarsi ogni giorno una giusta dose di proteine, in quanto il nostro corpo non dispone di scorte di questo nutriente. Tuttavia, un sovraccarico proteico, specie se di origine animale, può ripercuotersi anche sul rischio di formazione dei calcoli.

 

Calcoli da acido urico

In presenza di calcoli renali di acido urico, i vincoli più stringenti riguardano l’introduzione di purine. Le purine sono costituenti del DNA, quindi sono presenti in tutti i prodotti di origine animale. Un consumo elevato di cibi ricchi in purine può favorire la precipitazione di cristalli di acido urico a livello delle articolazioni (ricordi? Ne abbiamo parlato a proposito della gotta) o dei reni.

Anche in questo caso il segreto non sta nell’eliminazione completa, quanto nella moderazione nel consumo di prodotti animali, soprattutto carne (meglio comunque evitare frutti di mare, cacciagione e frattaglie). Anche alcol e cibi ricchi in zuccheri dovrebbero essere ingeriti con parsimonia; al contrario, è importante imbandire la tavola di frutta e verdura.

 

Apparecchiare la… prevenzione

Bere ogni giorno una giusta quantità di acqua è il caposaldo della prevenzione dei calcoli renali: è importante apprendere sin da piccini a bere regolarmente e soddisfare la sete con acqua.Bere ogni giorno una giusta quantità di acqua è il caposaldo della prevenzione dei calcoli renali: è importante apprendere sin da piccini a bere regolarmente e soddisfare la sete con acqua.

 

La formazione dei calcoli è un fenomeno complesso e su cui agiscono più fattori: poiché le indicazioni di carattere generale necessitano sempre di essere adattate alle singole realtà, è indispensabile fare riferimento al proprio medico di fiducia e ad uno specialista della nutrizione per qualsiasi cambiamento concernente l’alimentazione.

Non esiste una dieta uguale per tutti e non tutte le nefrolitiasi possono beneficiare degli stessi accorgimenti: solo il confronto con uno specialista permetterà di individuare il giusto contenitore capace di adattarsi perfettamente alla forma del contenuto (fuor di metafora: il giusto regime dietetico per le proprie esigenze).

Tuttavia, accanto all’inevitabile malleabilità di approcci, vi sono alcuni punti fermamente condivisi e condivisibili. Idratarsi correttamente, non eccedere nel consumo di sodio e proteine animali, accogliere ogni giorno frutta e verdura, così come mantenere un giusto peso corporeo ed uno stile di vita attivo, sono tutti elementi che riducono il rischio di calcolosi renale nei soggetti predisposti.

Insomma, la prevenzione si apparecchia anche a tavola!

 

 

Photo Credits: SunmedgroupAgemonyIlgiornaledelciboInabottle

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Giulia Pieri

Giulia Pieri

Dietista per professione e buongustaia per vocazione, da brava romagnola DOC qual sono adoro il cibo in tutte le sue forme (soprattutto se cucinato da qualcun altro, vista la mia irreparabile goffaggine ai fornelli). Cosa mi piace del mio lavoro? Trovo affascinante la straordinaria complessità di intrecci biologici, psicologici e culturali alla base di un gesto apparentemente tanto semplice come il nutrirsi: il cibo è molto più di un bisogno organico, è un potente evocatore di ricordi, legami affettivi e tradizioni. Solo una visione a tutto tondo del delicato rapporto uomo-cibo, sostenuta dalla voglia instancabile di esplorare e dalla capacità di rinnovare lo stupore di fronte alle scoperte, può garantire il raggiungimento del benessere. Oltre alla dietista, c'è una persona che ama i temporali estivi e i libri di carta, un'appassionata di bische clandestine di giochi di società e un'ascoltatrice ossessiva compulsiva di musica rock (ma che non esita un attimo a sciogliersi alle dolci note di un pianoforte). Il profumo di una torta che aleggia per casa e il calore del mio adorato cane accoccolato ai miei piedi sono per me la cornice della felicità.