L'esperto risponde: alimentazione e Morbo di Crohn

L'esperto risponde: alimentazione e Morbo di Crohn

Il morbo di Crohn è una Malattia Infiammatoria Cronica Intestinale (MICI) che può colpire qualsiasi tratto dell’apparato digerente: la causa tuttora non è ben definita (anche se predisposizione genetica e ambiente hanno le loro responsabilità) e l’esordio è spesso subdolo ed insidioso, motivo per cui la diagnosi può arrivare tardivamente.

Il morbo di Crohn ha un forte impatto sulla vita sociale e affettiva della persona colpita, spesso schiacciata dal peso del disagio, della fragilità e della paura, che possono condurre a frustranti privazioni e rinunce.

Come tutte le persone che si trovano a lottare contro mali cronici, chi soffre di morbo di Crohn può sentirsi impotente di fronte alle sfide della quotidianità; la sfida più grande, tuttavia, è non rassegnarsi a ciò che si pensa essere inevitabile, ricordandosi che i cambiamenti nello stile di vita e nelle abitudini dietetiche permettono di controllare meglio i sintomi e di trascorrere più tempo liberi da riacutizzazioni e complicanze.

Pur nella consapevolezza che ogni persona, con la sua storia unica e irripetibile, richieda un intervento dietetico cucito su misura, strettamente dipendente dalle esigenze individuali e dalla localizzazione e modalità di presentazione della malattia, è possibile delineare un quadro generale di buone norme a tavola.

Il piano nutrizionale può considerarsi efficace quando riesce a soddisfare due requisiti: mantenere uno stato di salute ottimale, attraverso un apporto bilanciato di nutrienti e una tempestiva risoluzione di eventuali carenze, e prevenire il più possibile le recidive, attraverso la scelta di cibi che non vadano ad esasperare l’infiammazione.

In fase di remissione (ovvero nella fase “dormiente” della malattia) e in assenza di occlusioni intestinali, è molto importante che la dieta risponda a criteri di equilibrio e completezza. Dunque, tutte le categorie alimentari, inclusi latticini, frutta e verdura – cibi critici nelle fasi acute della malattia – dovrebbero far parte del menù di chi soffre di morbo di Crohn, sempre nel rispetto delle quantità tollerate.

Sono invece caldamente sconsigliate irrazionali e ingiustificate restrizioni, che rischiano di esporre a deficit nutrizionali. È bene eliminare solo quegli alimenti che procurano fastidio, come diarrea, gonfiore o dolore addominale: a tal fine è estremamente utile tenere un diario alimentare, in cui annotare ciò che viene consumato nell’arco della giornata e l’eventuale comparsa di malessere.

Per cominciare col piede giusto, una dieta equilibrata dovrebbe prevedere una corretta distribuzione dei pasti nella giornata, con 3 pasti principali e 2-3 spuntini. È molto importante frazionare gli alimenti per non sovraccaricare eccessivamente il sistema digestivo e fornire tutte le sostanze necessarie allo svolgimento delle attività.

 

Il morbo di Crohn si manifesta con dolore e disagi intestinali: dopo la diagnosi, una dieta sana è di grande supporto alla terapia medica e concorre al miglioramento della qualità della vita. Il morbo di Crohn si manifesta con dolore e disagi intestinali: dopo la diagnosi, una dieta sana è di grande supporto alla terapia medica e concorre al miglioramento della qualità della vita.

 

Fruttaverdura dovrebbero essere consumate tutti i giorni, secondo tolleranza individuale: normalmente sono indicate 5 porzioni al giorno (approssimativamente sono consigliati 300 g di frutta e 400 g di verdura al dì), ma è assai importante che quantità e varietà vengano “aggiustate” sulla base delle esigenze personali. Solitamente sono ben tollerate puree di frutta, frutta cotta (tipo mela e pera), ma anche frutta fresca privata di buccia e semi, oppure centrifugati o estratti al naturale; le verdure possono essere consumate sia crude che cotte (normalmente le verdure cotte sono più digeribili), preferibilmente senza buccia (ad esempio, sbucciare cetrioli, peperoni, melanzane).

Tutti i vegetali, sapientemente alternati secondo stagionalità, offrono una grande varietà di sostanze preziose; in particolare, è possibile reperire un concentrato di molecole antinfiammatorie nei frutti rossi (mirtilli, more, ribes, lamponi), che sono ricchi di antocianine (presenti in generale in frutta e ortaggi blu-viola) e nelle mele, fonte importante di tannini, sostanze altamente protettive per la mucosa gastro-intestinale. Anche pomodori, carote, cavoli e spinaci contengono molecole a potente azione antiossidante, tra cui licopene e vitamina C; tuttavia, occorre sempre rispettare la tolleranza individuale e, in caso di introduzione di nuovi alimenti, cominciare con piccole quantità.

Ad ogni pasto principale non possono mancare cereali e derivati, fonte importante di carboidrati che, in una dieta equilibrata, dovrebbero rappresentare circa il 50-55% del fabbisogno calorico giornaliero: per non gravare sull’apparato gastro-intestinale, è bene scegliere condimenti semplici per i primi piatti (ad esempio, sugo di pomodoro, sugo di verdure, sugo con pesce, ragù di carne magra, ecc) ed è possibile tostare il pane per renderlo più digeribile (oppure scegliere una tipologia di pane con poca mollica se sussistono problemi di fastidioso gonfiore).

Latte o yogurt (anche vegetali, purchè arricchiti in micronutrienti) dovrebbero essere presenti tutti i giorni; se fanno la comparsa diarrea o intolleranza al lattosio, è possibile scegliere prodotti ad alta digeribilità, anche se lo yogurt naturale, per la presenza di fermenti vivi, è normalmente ben tollerato.

Per quel che riguarda i secondi piatti, come in tutti i menù che si rispettino, nell’arco della settimana dovrebbero essere alternate le varie fonti proteiche: è bene accordare la preferenza a carni bianche e magre, pesce azzurro (dispensatore di grassi omega 3, importanti modulatori dell’infiammazione), formaggi freschi, uova. Anche i legumi non dovrebbero essere trascurati: in caso di fastidio addominale dovuto all’eccesso di fibre è possibile rivolgersi a prodotti decorticati (ad esempio lenticchie rosse) oppure si può provvedere a eliminare la buccia con il passaverdure.

La sorgente d’elezione di grassi dovrebbe essere l’olio di oliva extravergine, usato a crudo e a fine cottura: a questo proposito è bene scegliere modalità di cottura semplici e che garantiscono una buona digeribilità, come cottura al vapore, alla griglia, al forno, al cartoccio, alla piastra.

Altra premura deve invece riguardare l’astensione da quei cibi che, al contrario, possono sostenere l’infiammazione: tè e caffè, spezie piccanti come peperoncino e pepe, cibi ad alto contenuto di grassi animali (insaccati, salumi, formaggi stagionati consumati in quantità eccedenti), alcolici.

Certamente non è facile orientarsi nel mondo dell’alimentazione, soprattutto in condizioni che richiedono più cautela e accortezze, come succede in caso di morbo di Crohn. Imparare ad ascoltarsi e ad accettarsi (che non significa vivere con rassegnazione, ma cercare di guardare oltre i propri limiti per dare spazio alle potenzialità) permette di allontanare stress e ansia, capaci di ripercuotersi molto negativamente sul benessere fisico e psicologico.

La terapia nutrizionale, accanto alla finalità di tutelare la salute, ha anche il compito “morale” di ridimensionare la spaventosità di alcuni ostacoli e di offrire tutti gli strumenti necessari per rendere ogni persona più autonoma e sicura nelle scelte.

 

 

Photo Credits: Scienzaesalute

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Giulia Pieri

Giulia Pieri

Dietista per professione e buongustaia per vocazione, da brava romagnola DOC qual sono adoro il cibo in tutte le sue forme (soprattutto se cucinato da qualcun altro, vista la mia irreparabile goffaggine ai fornelli). Cosa mi piace del mio lavoro? Trovo affascinante la straordinaria complessità di intrecci biologici, psicologici e culturali alla base di un gesto apparentemente tanto semplice come il nutrirsi: il cibo è molto più di un bisogno organico, è un potente evocatore di ricordi, legami affettivi e tradizioni. Solo una visione a tutto tondo del delicato rapporto uomo-cibo, sostenuta dalla voglia instancabile di esplorare e dalla capacità di rinnovare lo stupore di fronte alle scoperte, può garantire il raggiungimento del benessere. Oltre alla dietista, c'è una persona che ama i temporali estivi e i libri di carta, un'appassionata di bische clandestine di giochi di società e un'ascoltatrice ossessiva compulsiva di musica rock (ma che non esita un attimo a sciogliersi alle dolci note di un pianoforte). Il profumo di una torta che aleggia per casa e il calore del mio adorato cane accoccolato ai miei piedi sono per me la cornice della felicità.