L’esperto risponde: l’ananas che (non) brucia i grassi

L’esperto risponde: l’ananas che (non) brucia i grassi

Siamo nel bel mezzo dell’estate (anche se, arrivato agosto, i più inclini al pessimismo direbbero che ormai la bella stagione volge al termine), ma il desiderio di essere in forma smagliante (soprattutto per chi ha scelto destinazioni marittime per le sue vacanze) non tramonta.

Sulla tavola dei sogni (quella che permette di mangiare per dimagrire) si sono susseguiti nel corso del tempo diversi pretendenti. Dal pompelmo al tè verde, dalla mela (sempre verde) all’ananas: tutti “meritevoli” – a diverso grado e in diversi modi– di favorire lo scioglimento dei grassi e la riattivazione del metabolismo. Ma è veramente così?

Purtroppo, per chi è ancora aggrappato all’illusione di un rimedio perdi-peso facile e immediato, anticipiamo che la frustrazione è in arrivo. D’altronde, il ruolo del cibo è proprio quello di nutrire: sarebbe un enorme paradosso della natura mettere a disposizione un alimento che faccia sciupare risorse. E non dimentichiamo che il nostro corpo è un eccellente risparmiatore: l’energia non immediatamente spendibile non può essere sprecata, ma viene efficacemente convertita in un sistema di scorta, che solo all’occorrenza viene intaccato.

 

Ananas: tra dati di fatto e congetture

L’ananas è un frutto esotico originario dell’America del Sud, già consumato dalle popolazioni pre-colombiane (anche se con fattezze un po’ diverse da quelle che oggi ci sono familiari). Nel tempo sono state selezionate varietà di ananas dalle dimensioni più grandi, più dolci e succose; considerati gusto e versatilità d’uso, non stupisce che la diffusione dell’ananas in tutto il mondo non sia tardata ad arrivare.

 

L'ananas fornisce solo 40 kcal per 100g, ecco perché viene spesso consigliata nelle diete dimagranti.

L’ananas fornisce solo 40 kcal per 100g, ecco perché viene spesso consigliato nelle diete dimagranti.

 

Come tutti i frutti, l’ananas è composto principalmente da acqua e zuccheri semplici: una porzione di ananas di 150 g offre 15 g di zuccheri, la stessa quantità che troviamo in una pari porzione di ciliegie, kiwi o mele. E sempre come tutti i frutti, ovviamente, è fonte di vitamine e sali minerali.

Tuttavia, poiché in Italia e in Europa la coltivazione di ananas non è possibile, dobbiamo fare i conti con la lunga distanza percorsa prima dell’arrivo nel nostro piatto, che potrebbe danneggiare alcune sue componenti. La vitamina C, ad esempio, è sensibile al calore, alla luce e all’ossigeno, che contribuiscono attivamente alla sua degradazione. Dunque, sebbene l’ananas venga elogiato per la sua ricchezza in acido ascorbico, il contenuto teorico potrebbe non corrispondere a quello effettivo al momento del consumo.

Ma la fortuna dell’ananas negli ultimi anni è dovuta soprattutto alla sua nomea e pubblicizzazione come alimento dietetico e dimagrante. In realtà, come abbiamo già visto, l’ananas fornisce la stessa quantità di zuccheri di altre tipologie di frutta, che in questo caso risultano ingiustamente discriminate.

È altrettanto vero che è meno zuccherino di altri prodotti della sua stessa categoria, ma l’attributo dietetico può dare adito a interpretazioni errate (della serie “posso mangiare tutto l’ananas che voglio, tanto è dietetico…”). Certo, meglio una ciotola di ananas di un dessert, ma questo vale per tutta la frutta!

E l’azione dimagrante? Sicuramente qualche lettore avrà potuto constatare che i presunti effetti bruciagrassi dell’ananas sono attribuiti alla bromelina, un enzima proteolitico contenuto soprattutto nel gambo di questo frutto (gli enzimi proteolitici sono molecole destinate alla scomposizione delle proteine nei loro elementi di base, gli aminoacidi).

A questo punto potrebbe insorgere la prima perplessità. Perché un enzima per definizione atto a scomporre le proteine dovrebbe favorire lo scioglimento dei grassi o accelerare il metabolismo? Semmai, potrà dare man forte alla digestione di carne e pesce e, di conseguenza, facilitare l’assorbimento dei nutrienti, non il loro utilizzo!

 

Il consumo di ananas alla fine di un pasto a base di carne o pesce, grazie alla bromelina, può facilitare la digestione, ma non la perdita di grasso!Il consumo di ananas alla fine di un pasto a base di carne o pesce, grazie alla bromelina, può facilitare la digestione, ma non la perdita di grasso!

 

Tralasciando questo dettaglio, poniamo il caso che la bromelina possa veramente agire sui grassi. Bene. Se è vero che nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma, i grassi “bruciati” non possono svanire nel nulla.

Normalmente, nel nostro corpo la combustione dei grassi avviene quando è richiesta “forza lavoro”. Ad esempio, nel corso di un esercizio fisico aerobico, una volta esaurite le scorte zuccherine, il corpo interpella le riserve di grassi per poter continuare a sostenere il lavoro dei gruppi muscolari coinvolti. In questo caso, l’energia liberata dai grassi bruciati viene convertita in lavoro meccanico.

Ma se non vi è questa esigenza (cioè, se non sono occupato in una attività fisica ed il normale metabolismo cellulare è sostenuto dagli zuccheri), perché i grassi dovrebbero essere bruciati? E dove andrebbe a finire l’energia da essi liberata? Beh, potrebbe essere impiegata per produrre calore, che è l’altro (e unico) meccanismo biologico che può portare a consumare grassi (non a caso nelle popolazioni che vivono al freddo la quantità di grasso bruno nel corpo, la frazione di grasso deputata alla termogenesi, è maggiore). Ma se siamo in spiaggia con 30°C è difficile che l’energia venga impiegata per la produzione di calore. Anche perché la temperatura corporea non può discostarsi troppo da un preciso intervallo, pena la vita.

Quindi, se l’energia non viene utilizzata per produrre lavoro o calore, cosa succede? Non resta che impacchettarla e tenerla come scorta. E qui siamo da punto e daccapo, con la nostra riserva lipidica che non può essere sciolta e dissipata nel nulla a meno che non vi sia un’esigenza meccanica o termica. E poiché è piuttosto improbabile dimagrire stando al freddo, l’unica alternativa che resta per lo smaltimento dei grassi è quella di aumentare l’esigenza lavorativa delle nostre cellule. Ovvero, fare attività fisica!

Dunque, gustiamoci pure la nostra fetta di ananas sotto l’ombrellone, ma consapevoli che non ci troveremo magicamente più snelli. A meno di non fare belle passeggiate in riva al mare o corsette in pineta!

 

 

Photo Credits: MalvarosaMelarossa

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Giulia Pieri

Giulia Pieri

Dietista per professione e buongustaia per vocazione, da brava romagnola DOC qual sono adoro il cibo in tutte le sue forme (soprattutto se cucinato da qualcun altro, vista la mia irreparabile goffaggine ai fornelli). Cosa mi piace del mio lavoro? Trovo affascinante la straordinaria complessità di intrecci biologici, psicologici e culturali alla base di un gesto apparentemente tanto semplice come il nutrirsi: il cibo è molto più di un bisogno organico, è un potente evocatore di ricordi, legami affettivi e tradizioni. Solo una visione a tutto tondo del delicato rapporto uomo-cibo, sostenuta dalla voglia instancabile di esplorare e dalla capacità di rinnovare lo stupore di fronte alle scoperte, può garantire il raggiungimento del benessere. Oltre alla dietista, c'è una persona che ama i temporali estivi e i libri di carta, un'appassionata di bische clandestine di giochi di società e un'ascoltatrice ossessiva compulsiva di musica rock (ma che non esita un attimo a sciogliersi alle dolci note di un pianoforte). Il profumo di una torta che aleggia per casa e il calore del mio adorato cane accoccolato ai miei piedi sono per me la cornice della felicità.