L’esperto risponde: come contrastare il gonfiore addominale?

L’esperto risponde: come contrastare il gonfiore addominale?

Chi ne soffre, ben sa cosa significhi avvertire la pancia tesa come un tamburo. Gonfiore addominale? Distensione? Meteorismo? Al di là delle definizioni (che non di rado possono creare confusione), esiste un universo di disturbi intestinali – con cause molto diverse – che tuttavia fa capo allo stesso (e talvolta imbarazzante) disagio: la sensazione che la cavità addominale sia un palloncino esuberante d’aria e sul punto di esplodere.

Correndo il rischio di annoiare i lettori, per dovere di scienza qualche definizione è d’obbligo. Gonfiore e distensione addominale, spesso usati come sinonimo, stanno in realtà ad indicare due sfumature diverse del problema. Il primo termine si riferisce alla percezione di tensione a livello addominale, mentre il secondo è ravvisabile in un aumento reale e misurabile della circonferenza addominale.

La necessità di tale distinzione può apparire inutile pedanteria medica, ma in realtà sottende un fenomeno molto subdolo: non sempre una sensazione di gonfiore si accompagna a distensione, così come non vi è proporzione diretta tra entità della distensione e gonfiore percepito. In altre parole, l’intensità del malessere accusato non sempre è osservabile (e comprensibile) all’occhio esterno, fatto che può essere d’ostacolo ad una trasparente comunicazione e dare adito a comportamenti che minimizzano il problema.

Le dimensioni del fenomeno, comunque, non sono affatto trascurabili. Nei paesi occidentali, fino a 3 individui su 10 accusano gonfiore addominale. Tale sintomo rimane il più eclatante per coloro che soffrono di sindrome da intestino irritabile (se vuoi saperne di più sulla IBS, trovi l’articolo qui), ma rappresenta motivo di sofferenza e turbamento anche per molti altri.

Tanto per aggiungere complessità al già evanescente quadro, bisogna dire che la sensazione di gonfiore addominale non è solo e sempre imputabile ad una iperproduzione di gas intestinali, anche se questo fenomeno gioca spesso un ruolo preponderante. Perciò è fondamentale che, in presenza di gonfiore addominale, il primo provvedimento sia rivolgersi al proprio medico di fiducia. Il medico di famiglia saprà suggerire i test a cui sottoporsi e le soluzioni più appropriate in relazione alle specifiche esigenze e condizioni, eventualmente con il supporto e la consulenza di altri specialisti.

 

Il gonfiore addominale è un disturbo che colpisce molto più spesso il sesso femminile: potrebbero essere tirati in ballo fattori ormonali e psicologici.

Il gonfiore addominale è un disturbo che colpisce molto più spesso il sesso femminile: potrebbero essere tirati in ballo fattori ormonali e psicologici.

 

Una volta escluse possibili cause organiche (allergie, intolleranza al lattosio o altre patologie) il primo approccio al gonfiore addominale di tipo funzionale non può non includere lo stile di vita nel proprio orizzonte. Infatti, uno stile di vita virtuoso – che passa attraverso il ben noto binomio dieta ed attività fisica – può avere la stessa efficacia di una terapia farmacologica. Davvero niente male!

Tipicamente il decorso del gonfiore vede un grande peggioramento dopo i pasti, indipendentemente dalla quantità di cibo consumato. Tuttavia, la qualità della tavola – anche in questo caso – fa una grande differenza. Difatti è stato osservato che il gonfiore addominale è acuito da cibi ricchi in grassi (quindi il famoso “mangiare in bianco” può aumentare il carico di grassi della dieta e avere effetti controproducenti!), latticini e – senza sorpresa – da alimenti ad alto contenuto di fibra (verdura, frutta, cereali integrali e derivati).

Un consumo abbondante di fibre alimentari determina un inevitabile aumento di aria intestinale, che può andare ad incidere sulla mole di aria già presente (ingerita o prodotta nel lume intestinale per varie reazioni chimiche). La “colpa” di questo fenomeno è da imputare alla fermentazione operata dai batteri intestinali, anche se – a loro giustificazione – va detto che il gonfiore è un fenomeno in certa misura fisiologico e compagno di buona salute; solo quando eccessivo – o percepito eccessivo – diventa un impiccio che va a minare la qualità di vita.

In linea generale, è possibile dire che è fondamentale conservare un consumo adeguato di frutta e verdura (almeno 5 porzioni tra frutta e verdura ogni giorno), con alcune piccole accortezze. Ad esempio, vi sono tipologie di verdure, come broccoli, cavolfiori, cavoli, verza, cipolle, cardi, asparagi, funghi e peperoni, che facilitano l’insorgenza di gonfiore più di altre varietà. Poiché tutti i vegetali sono indispensabili all’interno di un regime alimentare sano, il consiglio non è di escluderli, ma di moderarne il consumo e saggiarne la tolleranza.

Anche i legumi hanno il “vizio” di aprire la strada ad un’aumentata produzione di aria intestinale. Per questo può essere utile scegliere legumi decorticati (come le lenticchie rosse) o passare i legumi con un passaverdure, eliminando una parte di fibra.

Un aspetto da non trascurare, inoltre, è una corretta suddivisione dei pasti: 3 pasti principali (colazione, pranzo e cena) e 2-3 spuntini dovrebbero essere sempre presenti. Infatti, fare pasti piccoli e più frequenti permette di non sovraccaricare di fibra i pasti principali. Può altresì essere buona abitudine consumare la frutta non a fine pasto, ma come spuntino.

È bene, poi, evitare bevande gassate, acqua frizzante inclusa, e cibi intrinsecamente ricchi in aria, come frullati, frappè e cibi montati (meglio niente panna sulle fragole!). Per lo stesso motivo – cioè scongiurare un’eccessiva introduzione di aria – è sconsigliabile bere con la cannuccia e masticare chewing-gum, comportamenti che aumentano il rischio di aerofagia.

Al contrario, la tostatura del pane migliora la digeribilità e, in generale, prodotti da forno secchi come gallette, crackers (non salati in superficie), grissini o pane azzimo procurano in misura minore problemi di tensione addominale rispetto ad altre fonti di carboidrati (come pasta e riso).

Infine, può essere di sollievo rivolgersi a tisane, ad esempio infusi digestivi a base di tarassaco, che facilita la motilità intestinale, oppure finocchio, carvi e anice, che favoriscono l’eliminazione dei gas. Un balsamo per lo stomaco è l’infuso a base di acqua calda, limone e zenzero fresco tagliato a pezzetti; attenzione, però alla possibile interazione con alcuni farmaci: è bene consultare il proprio medico prima di farne uso.

Ah, stavamo per dimenticare: chi è suscettibile all’insorgenza di gonfiore addominale dovrebbe ricordarsi di mangiare molto lentamente, masticando con accuratezza e senza foga: ogni pasto dovrebbe durare almeno 20 minuti!

 

 

Photo Credits: Dcomedonna

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Giulia Pieri

Giulia Pieri

Dietista per professione e buongustaia per vocazione, da brava romagnola DOC qual sono adoro il cibo in tutte le sue forme (soprattutto se cucinato da qualcun altro, vista la mia irreparabile goffaggine ai fornelli). Cosa mi piace del mio lavoro? Trovo affascinante la straordinaria complessità di intrecci biologici, psicologici e culturali alla base di un gesto apparentemente tanto semplice come il nutrirsi: il cibo è molto più di un bisogno organico, è un potente evocatore di ricordi, legami affettivi e tradizioni. Solo una visione a tutto tondo del delicato rapporto uomo-cibo, sostenuta dalla voglia instancabile di esplorare e dalla capacità di rinnovare lo stupore di fronte alle scoperte, può garantire il raggiungimento del benessere. Oltre alla dietista, c'è una persona che ama i temporali estivi e i libri di carta, un'appassionata di bische clandestine di giochi di società e un'ascoltatrice ossessiva compulsiva di musica rock (ma che non esita un attimo a sciogliersi alle dolci note di un pianoforte). Il profumo di una torta che aleggia per casa e il calore del mio adorato cane accoccolato ai miei piedi sono per me la cornice della felicità.