L'esperto risponde: il consumo di tè verde ha controindicazioni?

L'esperto risponde: il consumo di tè verde ha controindicazioni?

Il tè verde, originario della Cina, ha di recente sedotto e conquistato i palati del mondo occidentale: dal sapore molto più delicato rispetto al tradizionale tè nero, il green tea ha acquisito una grande notorietà in virtù delle sue rinomate proprietà, e lo testimoniano non solo le bustine quasi onnipresenti nelle nostre case, ma anche la molteplicità di bibite disponibili nella versione al tè verde o addirittura torte e gelati che annoverano il tè matcha tra i loro ingredienti.

La presenza di preziosi polifenoli fa sì che il tè verde possa rivelarsi un utile alleato contro stress ossidativo e infiammazione, svolgendo inoltre un’azione cardioprotettiva. Ciononostante, non bisogna trascurare che i benefici non possono essere mai svincolati né dalle quantità ingerite (quindi occorre capire se, attraverso le normali dosi di consumo previste da un’alimentazione equilibrata, sia possibile introdurre un quantitativo di molecole bioattive sufficienti a mediare le azioni protettive sopracitate) né dal contesto: consumare tè verde nelle vesti di bibite dolcificate o dessert o all’interno di un regime alimentare poco virtuoso non reca vantaggi nutrizionali, in quanto non saranno di certo i polifenoli a neutralizzare un eccesso di zuccheri o di grassi.

Ma se i benefici del tè verde sono stati diffusamente decantati, forse meno divulgate sono le sue controindicazioni che, a dire il vero, sono le stesse riguardanti tutte le forme di tè. In generale, per una persona adulta in buone condizioni di salute, il consumo di tè, incluso il tè verde, non presenta particolari avvertenze, purché avvenga in quantità accettabili e ragionevoli, ovvero non più di 3-4 tazze al giorno.

 

Esistono tantissime tipologie di tè, tutte ricavate dalla Camellia Sinensis: il tè verde, non essendo sottoposto al processo di ossidazione, preserva una maggiore quantità di antiossidanti Esistono tantissime tipologie di tè, tutte ricavate dalla Camellia Sinensis: il tè verde, non essendo sottoposto al processo di ossidazione, preserva una maggiore quantità di antiossidanti

 

Tuttavia, spesso vi è la percezione che il tè verde sia più salutare perché si presume non contenga caffeina, con la possibilità di incappare in grandi equivoci: a differenza del tradizionale tè nero, il tè verde non va incontro a fermentazione ed ossidazione, motivo per cui conserva la colorazione originaria, ma ciò non significa che non contenga caffeina. Ne contiene di meno, ma pur sempre la contiene. In media, una tazza di prodotto preparato (250 ml) presenta un contenuto in caffeina che può variare da 15 mg a circa 60 mg, a seconda della tipologia di tè, della lavorazione e della modalità di infusione (per fare un paragone, una tazzina di caffè espresso contiene circa 80 mg di caffeina).

Pertanto, anche quando si consuma tè verde, occorre mantenere un atteggiamento di cautela per quanto riguarda questa molecola dall’azione stimolante: se si sorseggiano abitualmente tè e caffè, è bene tenere in considerazione l’apporto di questa sostanza. A maggior ragione se sono note particolari condizioni cliniche: chi soffre di ipertensione, gastrite o reflusso gastroesofageo non dovrebbe trascurare l’assunzione di tè verde, così come è fortemente raccomandato che le donne in gravidanza o allattamento si astengano dal consumo di fonti di caffeina.

In conclusione, possiamo dire che il tè, nelle sue disparate varianti, può a ben diritto entrare con regolarità nell’alimentazione di tutti i giorni, contribuendo sia ad innalzare l’assunzione di liquidi sia ad apportare sostanze dall’azione benefica, purchè vengano tenuti in considerazione il tenore in caffeina o la presenza di specifiche esigenze che richiedono una grande attenzione al consumo di bevande nervine.

 

 

Photo Credits: Silhouettedonna

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Giulia Pieri

Giulia Pieri

Dietista per professione e buongustaia per vocazione, da brava romagnola DOC qual sono adoro il cibo in tutte le sue forme (soprattutto se cucinato da qualcun altro, vista la mia irreparabile goffaggine ai fornelli). Cosa mi piace del mio lavoro? Trovo affascinante la straordinaria complessità di intrecci biologici, psicologici e culturali alla base di un gesto apparentemente tanto semplice come il nutrirsi: il cibo è molto più di un bisogno organico, è un potente evocatore di ricordi, legami affettivi e tradizioni. Solo una visione a tutto tondo del delicato rapporto uomo-cibo, sostenuta dalla voglia instancabile di esplorare e dalla capacità di rinnovare lo stupore di fronte alle scoperte, può garantire il raggiungimento del benessere. Oltre alla dietista, c'è una persona che ama i temporali estivi e i libri di carta, un'appassionata di bische clandestine di giochi di società e un'ascoltatrice ossessiva compulsiva di musica rock (ma che non esita un attimo a sciogliersi alle dolci note di un pianoforte). Il profumo di una torta che aleggia per casa e il calore del mio adorato cane accoccolato ai miei piedi sono per me la cornice della felicità.