L'esperto risponde: dieta e reflusso gastroesofageo

L'esperto risponde: dieta e reflusso gastroesofageo

Il reflusso gastroesofageo è una condizione molto spiacevole caratterizzata dalla risalita del contenuto acido dello stomaco lungo le pareti dell’esofago, con comparsa di bruciore all’altezza dello sterno (pirosi retrosternale, in gergo tecnico) e rigurgito.

Le sue cause possono essere molteplici: anche momenti di stress e tensione emotiva possono manifestarsi con reflusso, ma quando il disturbo persiste è importante rivolgersi al proprio medico di fiducia e pianificare con più attenzione la propria dieta.

In caso siano presenti alcuni chili di troppo, il primo intervento da mettere in atto consiste proprio nel recupero di un peso corporeo ideale: un eccesso di tessuto adiposo, in special modo localizzato nell’addome, comprime lo stomaco e va a peggiorare il quadro dei sintomi.

Ma a prescindere dal peso, in caso sussista questa problematica è bene adottare specifici accorgimenti nutrizionali che possono limitare l’insorgenza di dolore e risalita acida; inoltre, è importante individuare quei comportamenti o abitudini di vita che portano ad acuire il malessere.

Per prima cosa, è buona norma evitare menù abbondanti, prediligendo pasti piccoli e frequenti e facili da digerire. Infatti, è fondamentale cercare di distribuire gli alimenti in maniera equilibrata, senza sovraccaricare eccessivamente il pranzo o la cena, in quanto pasti copiosi richiedono un maggiore impegno digestivo, e più il cibo permane a lungo nello stomaco più è facile che si manifesti reflusso.

Per lo stesso motivo è bene moderare il consumo di pietanze ricche in grassi, capaci di allungare enormemente il tempo di digestione: meglio evitare primi conditi con panna, burro, ragù o besciamella, ma anche carni grasse, formaggi parecchio stagionati, fritture e preparazioni elaborate, per fare alcuni esempi. Per ridurre l’apporto di lipidi, è auspicabile prediligere latte parzialmente o totalmente scremato, formaggi freschi, tagli di carne magri, affettati privati del grasso visibile, uova non fritte, pesce bianco e azzurro (limitare invece il consumo di molluschi e crostacei) e accogliere modalità di cottura semplici.

 

Il reflusso gastroesofageo è un disturbo che può compromettere molto la qualità di vita: piccoli accorgimenti nutrizionali possono fare una grande differenza.

Il reflusso gastroesofageo è un disturbo che può compromettere molto la qualità di vita: piccoli accorgimenti nutrizionali possono fare una grande differenza.

 

Vi sono poi alcuni cibi che, di per sé, possono aumentare l’acidità gastrica e provocare l’insorgenza di bruciore: fanno parte di questa categoria gli agrumi (limone, pompelmo, arancia, mandarini), il pomodoro (specialmente consumato crudo), ma anche cipolla, aglio, peperoni, peperoncino e pepe.

Tuttavia, poiché molti di questi cibi giocano un ruolo davvero importante all’interno di una sana alimentazione, il consiglio non è di eliminarli del tutto, bensì di testare la propria tolleranza e di limitare eventualmente l’assunzione di quei prodotti che sono realmente associati al peggioramento del dolore e dei disturbi. Un piccolo trucchetto: consumare gli alimenti più critici all’interno di un pasto completo può alleviare la comparsa del reflusso gastroesofageo. Ben venga una porzione di arance, ma non a digiuno!

Anche cioccolato e menta, sebbene spesso sfuggano alla lista dei cibi “nemici” di chi soffre di reflusso, possono in realtà favorire la risalita acida e determinare fastidio. Completano la schiera degli alimenti banditi il caffè (anche decaffeinato), il tè, le bevande gassate, il vino e i superalcolici; via libera invece a caffè d’orzo, tisane e acqua naturale a temperatura ambiente.

Infine, è molto importante ossequiare alcune semplici e salutari regole comportamentali, che possono ribaltare le situazioni più disperate. È bene masticare a lungo e mangiare lentamente, non consumare alimenti troppo caldi o troppo freddi e non sdraiarsi subito dopo i pasti: chi desidera riposare dopo pranzo può optare per una posizione semi-seduta, la classica da poltrona, mentre la sera bisognerebbe aspettare almeno 2-3 ore dall’ultimo pasto prima di coricarsi. È altrettanto raccomandabile – e non solo per la gestione del reflusso gastroesofageo – abolire il fumo, così come è utile rinunciare ad un po’ di vanità e non indossare abiti o cinture molto stretti in vita.

Una precisazione doverosa riguarda l’esercizio fisico: sebbene spesso ci sia la tentazione di fare movimento dopo i pasti per cercare di alleggerire il peso sullo stomaco (e forse anche sulla coscienza nel caso ci sia stato qualche sgarro), svolgere attività fisica a pancia piena è assolutamente controindicato e controproducente. Il rischio è di complicare ulteriormente la digestione e ottenere l’effetto opposto a quello sperato!

Dunque, agire simultaneamente da più fronti permette di ostacolare l’insorgenza di tormentosi episodi di reflusso gastroesofageo: anche nel caso in cui si assuma una terapia farmacologica, uno stile di vita equilibrato e sano è un complemento che non dovrebbe mai mancare.

 

 

Photo Credits: Farmacoecura

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Giulia Pieri

Giulia Pieri

Dietista per professione e buongustaia per vocazione, da brava romagnola DOC qual sono adoro il cibo in tutte le sue forme (soprattutto se cucinato da qualcun altro, vista la mia irreparabile goffaggine ai fornelli). Cosa mi piace del mio lavoro? Trovo affascinante la straordinaria complessità di intrecci biologici, psicologici e culturali alla base di un gesto apparentemente tanto semplice come il nutrirsi: il cibo è molto più di un bisogno organico, è un potente evocatore di ricordi, legami affettivi e tradizioni. Solo una visione a tutto tondo del delicato rapporto uomo-cibo, sostenuta dalla voglia instancabile di esplorare e dalla capacità di rinnovare lo stupore di fronte alle scoperte, può garantire il raggiungimento del benessere. Oltre alla dietista, c'è una persona che ama i temporali estivi e i libri di carta, un'appassionata di bische clandestine di giochi di società e un'ascoltatrice ossessiva compulsiva di musica rock (ma che non esita un attimo a sciogliersi alle dolci note di un pianoforte). Il profumo di una torta che aleggia per casa e il calore del mio adorato cane accoccolato ai miei piedi sono per me la cornice della felicità.