L'esperto risponde: il cibo influenza la fertilità?

L'esperto risponde: il cibo influenza la fertilità?

Quando sussistono problematiche di concepimento, non si pensa mai al ruolo che rivestono il cibo e lo stile di vita in una sfera tanto delicata ed intima. Invece, la ricerca scientifica ha messo in luce che peso corporeo, alimentazione corretta e abitudini di vita condizionano moltissimo la conservazione della fertilità, sia maschile che femminile.

Dunque, imparare a prendersi cura del proprio corpo attraverso una dieta bilanciata è un requisito fondamentale per preservare la salute, anche dell’apparato riproduttivo.

In pochissimi sanno che un’eccessiva magrezza o una situazione estremamente opposta di obesità sono responsabili per il 12% dei casi di infertilità.

 

Cibo e fertilità

Sono molti i fattori che possono influenzare la fertilità: stress, peso, attività fisica, fumo, alcol e ovviamente l’alimentazione

 

Nella donna, la condizione di sottopeso determina una diminuzione di massa grassa, che riveste un ruolo cruciale per la produzione di ormoni sessuali: proprio qui le aromatasi – una classe di enzimi – convertono gli androgeni in estrogeni, consentendo il mantenimento dell’equilibrio ormonale. Una drastica riduzione di massa grassa può comportare carenza estrogenica e alterazioni del ciclo, fino a vera e propria amenorrea (scomparsa delle mestruazioni). Anche attività sportiva molto intensa, non compensata da un’adeguata alimentazione, può determinare questa conseguenza, che fa parte della cosiddetta “triade dell’atleta” (anoressia-amenorrea-osteoporosi). Al contrario, all’aumentare del peso i cicli possono divenire sempre più irregolari, con scompenso della funzione riproduttiva.

Anche l’uomo, in caso di soprappeso, può presentare problemi di fertilità, riconducibili ad alterazioni della sintesi di ormoni (ipoandrogenismo) e a condizioni metaboliche tipiche delle persone in eccesso ponderale, come insulino-resistenza e dislipidemia (alterato profilo di grassi nel sangue) che, associate all’aumento della temperatura nelle sedi deputate alla formazione dei gameti maschili, interferiscono con la corretta spermatogenesi.

E se mangiare correttamente favorisce il mantenimento del benessere e delle funzioni organiche, d’altro lato stili di vita viziati, come fumare, bere alcolici e vivere in condizioni di forte stress contaminano la fertilità. Il fumo è molto dannoso per le ovaie e compromette la spermatogenesi nell’uomo (anche quello passivo!), mentre l’alcol interferisce con il funzionamento delle ghiandole che regolano la produzione degli ormoni sessuali, con conseguente riduzione della fertilità sia nell’uomo che nella donna.

Praticare uno sport in maniera adeguata e costante, senza esasperazioni e con il giusto reintegro di nutrienti, ha delle ripercussioni positive sulla funzionalità riproduttiva. L’allenamento, infatti, influenza modifiche quali-quantitative a livello endocrino che permettono di prevenire sia malattie sistemiche che condizionano negativamente l’asse riproduttivo (obesità, sindrome metabolica, diabete) sia patologie dello stesso apparato (ovaio policistico, disfunzione erettile, ecc).

Un mito da sfatare, invece, riguarda la credenza che, consumando in abbondanza frutta e verdura, la fecondità venga incrementata: un’appropriata ingestione di nutrienti, tra cui vitamine e minerali particolarmente preziosi per la donna, come acido folico (vitamina B9) e ferro, è indispensabile per garantire il mantenimento della fertilità e, successivamente, per portare avanti la gravidanza, ma non aumenta la probabilità di concepimento.

Dunque, alimentazione e stili di vita rientrano tra i principali fattori modificabili capaci di influenzare la fertilità di uomo e donna: la consapevolezza di ciò è il primo passo per stare bene con se stessi e all’interno della vita di coppia.

 

 

Photo Credits: Bimbisaniebelli

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Giulia Pieri

Giulia Pieri

Dietista per professione e buongustaia per vocazione, da brava romagnola DOC qual sono adoro il cibo in tutte le sue forme (soprattutto se cucinato da qualcun altro, vista la mia irreparabile goffaggine ai fornelli). Cosa mi piace del mio lavoro? Trovo affascinante la straordinaria complessità di intrecci biologici, psicologici e culturali alla base di un gesto apparentemente tanto semplice come il nutrirsi: il cibo è molto più di un bisogno organico, è un potente evocatore di ricordi, legami affettivi e tradizioni. Solo una visione a tutto tondo del delicato rapporto uomo-cibo, sostenuta dalla voglia instancabile di esplorare e dalla capacità di rinnovare lo stupore di fronte alle scoperte, può garantire il raggiungimento del benessere. Oltre alla dietista, c'è una persona che ama i temporali estivi e i libri di carta, un'appassionata di bische clandestine di giochi di società e un'ascoltatrice ossessiva compulsiva di musica rock (ma che non esita un attimo a sciogliersi alle dolci note di un pianoforte). Il profumo di una torta che aleggia per casa e il calore del mio adorato cane accoccolato ai miei piedi sono per me la cornice della felicità.