L’esperto risponde: mangiare in fretta fa ingrassare?

L’esperto risponde: mangiare in fretta fa ingrassare?

Ventiquattro ore sembrano non bastare mai. Se ci chiedessero di cosa siamo sempre carenti, il tempo sarebbe una delle risposte più spontanee capaci di affiorare sulle nostre labbra. Tempo da dedicare a noi stessi, alle nostre attività preferite, al riposo…ed anche alla nostra salute!

Mangiare in fretta e furia è una cattiva abitudine di cui spesso trascuriamo l’impatto, che invece è potente. Il pasto, anzi i pasti, più sacrificati per penuria di tempo sono la colazione (quando viene consumata, perché pare che ancora più del 10% della popolazione italiana la salti) ed il pranzo.

Spesso mangiamo in fretta perché percepiamo di sprecare meno risorse e guadagnare qualche minuto di vantaggio da dedicare al lavoro, allo studio, alle faccende domestiche o all’ozio.
Tuttavia, può capitare di mangiare precipitosamente non tanto con l’intenzione espressa di “fare presto”, quanto per abitudine. E proprie perché si tratta di una condizione di abitudine spesso passa inosservata. Pensiamo a quante volte capita di consumare il pasto con gli occhi incollati allo schermo del pc o del nostro smartphone, per non perderci nessuna occasione di restare in contatto con gli altri, sbirciare il profilo di qualcuno o stare al passo con le novità.

Mangiare in fretta o senza prestare sufficiente attenzione a quello che stiamo consumando è effettivamente un fattore di interferenza con il senso di sazietà e gratificazione. Se facciamo mente locale non faticheremo a trovare molte tendenze che vanno nella direzione della velocità, non da ultima la moda di “mangiare” frullati sostitutivi del pasto (completi in nutrienti si intende, eh!)

 

Mangiare in fretta è all'ordine del giorno per molti: 3 italiani su 4 dedicano a colazione, pranzo e cena la metà del tempo che sarebbe necessario per un pasto in tutta tranquillità. Mangiare in fretta è all’ordine del giorno per molti: 3 italiani su 4 dedicano a colazione, pranzo e cena la metà del tempo che sarebbe necessario per un pasto in tutta tranquillità.

 

Ogni volta che mangiamo il nostro corpo (in particolare intestino, fegato, pancreas e cellule del tessuto adiposo) produce una serie di ormoni che comunicano al cervello che stiamo ingerendo cibo, ovvero energia. È molto importante che questi messaggi vengano trasmessi in modo efficace; pena, una disregolazione dell’assunzione della quantità di cibo (in altre parole: strada aperta all’aumento di peso).

Il nostro organismo è programmato in maniera tale per cui, man mano che consumiamo il nostro pasto, ci sentiamo pieni e soddisfatti. Un buon esercizio (per tutti, non solo per chi desidera perdere qualche chilo di troppo) consiste proprio nel cercare di individuare e avvertire la percezione di sazietà. Ci renderemo conto che è più difficile di quel che possa sembrare!

Dunque, l’arco di tempo impiegato per consumare i pasti non è un fattore da trascurare. Mangiare in fretta e voracemente, ingurgitando i bocconi di cibo e senza soffermarsi sull’atto del nutrirsi, non favorisce lo scambio adeguato di informazioni tra intestino e cervello. Oltre al fatto che rende estremamente difficoltosa la digestione e aumenta la probabilità di ricercare più cibo nelle ore a seguire. Insomma, masticare accuratamente è un modo sia per migliorare il lavoro di stomaco e intestino sia per disciplinare il senso di fame.

In generale, sarebbero indicati almeno 20 minuti per consumare un pasto (anche se, per pranzo e cena, il tempo necessario tende a spostarsi verso la mezz’ora). Per i più scrupolosi, può essere un valido esercizio (siamo già alla seconda consegna, promesso che questa è l’ultima!) provare a contare quante volte viene masticato un boccone: sembra che un numero di volte compreso tra 20 e 30 sia l’obiettivo desiderabile! Ma senza focalizzarsi troppo sui numeri – dipende anche da cosa stiamo mangiando, difficile masticare 20 volte un biscotto inzuppato nel latte – il valore importante che dovremmo acquisire ed interiorizzare è quello della lentezza.

Nutrirsi lentamente, senza distrazioni e senza pressioni temporali, nel contesto di un regime alimentare consapevole e di uno stile di vita attivo, è il primo passo per instaurare una relazione equilibrata con il cibo: requisito fondamentale per preservare un peso corporeo desiderabile ed evitare eccessi di ogni tipo.

Come si suol dire, chi va piano va sano e lontano…ed in forma smagliante!

 

 

Photo Credits: Ristorazioneitalianamagazine

Share this...
Share on FacebookTweet about this on TwitterPin on PinterestEmail this to someoneShare on LinkedInShare on TumblrShare on Google+Print this pageShare on Reddit

Commenti

commenti

Giulia Pieri

Giulia Pieri

Dietista per professione e buongustaia per vocazione, da brava romagnola DOC qual sono adoro il cibo in tutte le sue forme (soprattutto se cucinato da qualcun altro, vista la mia irreparabile goffaggine ai fornelli). Cosa mi piace del mio lavoro? Trovo affascinante la straordinaria complessità di intrecci biologici, psicologici e culturali alla base di un gesto apparentemente tanto semplice come il nutrirsi: il cibo è molto più di un bisogno organico, è un potente evocatore di ricordi, legami affettivi e tradizioni. Solo una visione a tutto tondo del delicato rapporto uomo-cibo, sostenuta dalla voglia instancabile di esplorare e dalla capacità di rinnovare lo stupore di fronte alle scoperte, può garantire il raggiungimento del benessere. Oltre alla dietista, c'è una persona che ama i temporali estivi e i libri di carta, un'appassionata di bische clandestine di giochi di società e un'ascoltatrice ossessiva compulsiva di musica rock (ma che non esita un attimo a sciogliersi alle dolci note di un pianoforte). Il profumo di una torta che aleggia per casa e il calore del mio adorato cane accoccolato ai miei piedi sono per me la cornice della felicità.