L’esperto risponde: come prevenire il soffocamento da cibo nei bambini

L’esperto risponde: come prevenire il soffocamento da cibo nei bambini

Ogni anno in Europa ancora troppe piccole vite vengono spezzate da un corpo estraneo che va di traverso. E in circa il 60-80% dei casi il responsabile della crisi di soffocamento è proprio ciò che, al contrario, dovrebbe garantire crescita e benessere ai bambini: il cibo.

Alcune accortezze a tavola possono prevenire la comparsa di drammatici episodi. Ecco perché genitori, nonni, maestri, babysitter e tutti coloro che si prendono cura dei bambini dovrebbero essere sensibilizzati su un tema tanto importante come la somministrazione sicura del cibo.

Sapere quali sono gli alimenti pericolosi e quali strategie devono essere adottate per ridurre i rischi di soffocamento, insieme alla conoscenza di semplici manovre di intervento per la disostruzione delle vie aeree, può cambiare il destino di un bambino.

 

 

Perché il rischio di soffocamento è elevato nei bambini?

 

In Italia ogni anno sono circa 1000 le ospedalizzazioni e 50 le piccole vittime di soffocamento da corpo estraneo. In Italia ogni anno sono circa 1000 le ospedalizzazioni e 50 le piccole vittime di soffocamento da corpo estraneo.

 

I bimbi di età compresa tra 0 e 4 anni sono in assoluto i più esposti al rischio di soffocamento, che rappresenta una delle principali cause di morte in tenera età. Ciò è dovuto a diverse caratteristiche psico-fisiologiche del bambino.

Per prima cosa, le vie aeree hanno un diametro piccolo e una particolare conformazione anatomica (definita conoide), che le rende più facilmente ostruibili (questa conformazione persiste fino alla pubertà, motivo per cui fino ai 14 anni il rischio è comunque più elevato rispetto all’età adulta).

Inoltre, vi è una scarsa coordinazione tra masticazione e deglutizione dei cibi solidi e una dentizione incompleta (i molari, la cui azione permette di macinare finemente il cibo e ridurlo in un bolo liscio, crescono intorno ai 30 mesi).

Per di più, non è insolito che i bambini tendano a dedicarsi ad altre attività mentre mangiano: giocare, parlare, guardare la televisione, muoversi o correre. Imparare a stare seduti a tavola in modo composto e focalizzandosi su ciò che si mangia non è solo una questione di bon-ton, ma di sicurezza.

 

 

Quali sono gli alimenti pericolosi?

 

Tra i cibi ad alto rischio vi sono le caramelle, siano esse dure o gommose: un motivo in più, oltre allo scarso valore nutritivo, per evitarle!Tra i cibi ad alto rischio vi sono le caramelle, siano esse dure o gommose: un motivo in più, oltre allo scarso valore nutritivo, per evitarle!

 

La pericolosità di un alimento è determinata da specifiche caratteristiche, quali dimensione, consistenza, forma.

Sia cibi troppo piccoli (noccioline, semi) che troppo grandi (grossi pezzi di carne, frutta o verdura cruda) rappresentano una minaccia. I primi perché possono finire nelle vie respiratorie prima che si riesca a morderli; i secondi perché sono difficili da gestire durante la masticazione.

Anche diverse tipologie di consistenza possono rivelarsi pericolose. Cibi troppo duri o secchi (per esempio frutta a guscio, cracker, caramelle), cibi scivolosi (come kiwi, pomodorini, uva) o appiccicosi (tra cui burro d’arachidi, gnocchi, alcuni formaggi), alimenti duri e fibrosi (ad esempio sedano e finocchio, ananas) o al contrario facilmente comprimibili (come wurstel o marshmallow) possono mettere a rischio il bambino.

Anche le forme meritano una particolare attenzione: cibi sferici (chicchi d’uva, ciliegie, mozzarelline, olive), cilindrici (come pezzetti di wurstel o carota) o tagliati a rondelle possono facilmente rimanere incastrati e ostacolare il passaggio di aria.

 

 

Come offrire cibi sicuri?

 

Una corretta preparazione dei cibi permette di ridurne la pericolosità.Una corretta preparazione dei cibi permette di ridurne la pericolosità.

 

Una fase cruciale è quella del taglio: tutti i cibi vanno ridotti in pezzi piccoli e di forma appropriata (mai a rondelle!). Ad esempio, mozzarelline, pomodorini e prodotti sferici vanno tagliati a metà e poi in piccoli pezzi prima di essere somministrati. Alimenti di forma cilindrica, come le carote, vanno sempre tagliati prima a listarelle nel senso della lunghezza, e poi a dadini più piccoli.

I semini e i noccioli vanno sempre rimossi, così come il grasso visibile del prosciutto. Burro, burro d’arachidi e formaggi molli sono più sicuri se spalmati su una fettina di pane, anziché offerti con il cucchiaino.

La frutta a guscio, le arachidi e i semi sono sconsigliati fino ai 4 anni per il rischio di aspirazione; se si desidera somministrarli, meglio tritarli finemente o ridurli in farina.

Per quanto riguarda gomme da masticare, caramelle, pop-corn, patatine fritte, invece, è raccomandabile evitare del tutto (ne gioverà anche lo stato di salute dei piccoli!).

Ovviamente, anche la cottura ha la sua importanza. Verdure come sedano, finocchio e verdure a foglia (biete, spinaci…) dovrebbero essere cotte fino a raggiungere una consistenza morbida e tutti i filamenti visibili dovrebbero essere rimossi.

Per ulteriori approfondimenti è possibile consultare le Linee guida del Ministero della Salute sulla prevenzione del soffocamento da cibo.

 

 

Responsabilità collettiva

 

Non sapere cosa fare in caso di emergenza genera panico, senso di colpa e impotenza: tutti quanti possiamo imparare ad agire nel modo giusto, basta volerlo.Non sapere cosa fare in caso di emergenza genera panico, senso di colpa e impotenza: tutti quanti possiamo imparare ad agire nel modo giusto, basta volerlo.

 

Poiché nel futuro non si verifichino più “tragiche fatalità”, è indispensabile che ogni cittadino si impegni a diffondere la sensibilità verso la cultura della prevenzione a tavola e del primo soccorso.

Oltre a preoccuparsi di allestire un pasto con delle caratteristiche adatte all’età del bambino, è importante che tutti gli attori coinvolti nella cura e nell’assistenza ai più piccoli sappiano come intervenire in caso di emergenza.

Associazioni di promozione sociale, come Croce Rossa Italiana, organizzano corsi gratuiti o a costi molto contenuti sulle manovre di disostruzione delle vie aeree e sull’utilizzo del defribillatore semiautomatico: asili, scuole, centri estivi, oratori e tutte le realtà in cui i bambini trascorrono parte della loro giornata dovrebbero essere adeguatamente preparate.

Infatti, non è pensabile delegare questa responsabilità solo agli operatori sanitari, poiché purtroppo, in certe situazioni, il tempo è tiranno. Pensiamo che in assenza di ossigeno un bimbo perde conoscenza in meno di 25 secondi.

Invitiamo caldamente tutti i lettori a consultare e diffondere il sito Manovre Disostruzione Pediatriche del dott. Marco Squicciarini: attraverso articoli e video vengono offerte informazioni dal valore inestimabile. Ognuno di noi potrebbe essere chiamato a fare la differenza.

 

 

Photo Credits: IlfattoalimentareBioimisIobimbosardegnaArdoCronachenuoresi

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Giulia Pieri

Giulia Pieri

Dietista per professione e buongustaia per vocazione, da brava romagnola DOC qual sono adoro il cibo in tutte le sue forme (soprattutto se cucinato da qualcun altro, vista la mia irreparabile goffaggine ai fornelli). Cosa mi piace del mio lavoro? Trovo affascinante la straordinaria complessità di intrecci biologici, psicologici e culturali alla base di un gesto apparentemente tanto semplice come il nutrirsi: il cibo è molto più di un bisogno organico, è un potente evocatore di ricordi, legami affettivi e tradizioni. Solo una visione a tutto tondo del delicato rapporto uomo-cibo, sostenuta dalla voglia instancabile di esplorare e dalla capacità di rinnovare lo stupore di fronte alle scoperte, può garantire il raggiungimento del benessere. Oltre alla dietista, c'è una persona che ama i temporali estivi e i libri di carta, un'appassionata di bische clandestine di giochi di società e un'ascoltatrice ossessiva compulsiva di musica rock (ma che non esita un attimo a sciogliersi alle dolci note di un pianoforte). Il profumo di una torta che aleggia per casa e il calore del mio adorato cane accoccolato ai miei piedi sono per me la cornice della felicità.