L'esperto risponde: quali alimenti fanno bene al cervello?

L'esperto risponde: quali alimenti fanno bene al cervello?

Sappiamo tutti che una buona alimentazione può migliorare la salute del nostro cuore (quanti di noi cercano di stare attenti al consumo di colesterolo?), così come può favorire il benessere dei nostri vasi sanguigni (ecco perché il medico ci consiglia di ridurre la quantità di sale), del nostro intestino (tutti gli esperti di nutrizione ci invitano a prediligere i cereali integrali) e delle nostre ossa (quante volte abbiamo sentito dire che dobbiamo assumere le giuste dosi di calcio e vitamina D?): ma alla salute del nostro cervello, chi ci pensa?

Eh già, anche il nostro sistema nervoso, per poter funzionare alla perfezione, ha bisogno del corretto nutrimento. Ciò non significa che l’alimentazione è in grado di renderci più intelligenti, ma alcune sostanze influenzano positivamente alcune prestazioni e proteggono le strutture dal deterioramento procurato da agenti dannosi (ad esempio dai famigerati radicali liberi) e dallo scorrere del tempo.

I grassi insaturi (notoriamente conosciuti come “grassi buoni”) svolgono bene questo compito: essi sono molto importanti per il nostro cervello perché costituiscono le membrane cellulari, regolano la fluidità delle membrane stesse e modulano importanti processi neuronali, favorendo l’attività dei neurotrasmettitori: degni di nota sono l’acido ecosapentaenoico e l’acido docosaesaenoico, o per gli amici semplicemente EPA e DHA, che concorrono alla formazione della retina e del sistema nervoso centrale.

 

Il cibo fa bene anche al nostro cervello L’alimentazione influenza profondamente il nostro benessere e le funzionalità del nostro corpo, comprese quelle del sistema nervoso

 

I grassi della famiglia omega 3 sono inoltre noti per l’azione antinfiammatoria, anti-iperlipidica (infatti tengono a bada i grassi presenti nel sangue) e anti-trombotica: per questo sono protettivi non solo nei confronti delle malattie cardio-vascolari, ma anche di quelle cerebro-vascolari. Oltre a ciò, sembra che il consumo di omega 3 possa rafforzare le funzioni cognitive (memoria e apprendimento), difenderci meglio dal declino cognitivo associato all’avanzare dell’età e contrastare alcune malattie degenerative, come la demenza senile: dunque, in contrasto con l’opinione comune, il pesce sarebbe un ottimo alleato del cervello non tanto per il contenuto in fosforo, bensì per i preziosi omega 3.

A tal proposito, non dobbiamo dimenticare l’azione svolta da vitamine e molecole antiossidanti: la vitamina B1, senza la quale i tessuti nervosi non potrebbero utilizzare glucosio, modula le prestazioni cognitive soprattutto in età avanzata, mentre la vitamina B6 partecipa alla sintesi di alcuni neurotrasmettitori. La vitamina B9, meglio nota come acido folico, sostiene le reazioni metaboliche dei tessuti cerebrali ed anche la vitamina B12, presente in carne, pesce, latte e tuorlo d’uovo, è indispensabile per il corretto funzionamento del sistema nervoso, rivelandosi capace di ritardare la comparsa dei sintomi di alcuni disordini cognitivi. Le vitamine C ed E, con la loro attività antiossidante, non possono essere da meno e proteggono le membrane delle cellule, anche quelle nervose.

Non dobbiamo nemmeno trascurare il ferro, che assicura una corretta ossigenazione e costituisce la mielina, quella membrana che riveste le cellule nervose, e lo iodio, cruciale per il metabolismo energetico dei neuroni.

Dunque, via libera a pesce, in particolare quello azzurro più ricco di grassi protettivi (sardine, sgombro, alici) e ben vengano sulle nostre tavole frutta secca (come noci e mandorle), semi oleaginosi (come semi di lino e di canapa) e oli vegetali (in primis l’olio extravergine di oliva, da utilizzare esclusivamente a crudo per non alterare la struttura dei grassi); infine, tanta frutta e verdura fresca di stagione.

La nostra dieta davvero influenza l’efficienza cognitiva e le caratteristiche del nostro cervello: per dirla alla Cartesio, mangio … ergo cogito!

 

 

Photo Credits: Lifelonglearning

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Giulia Pieri

Giulia Pieri

Dietista per professione e buongustaia per vocazione, da brava romagnola DOC qual sono adoro il cibo in tutte le sue forme (soprattutto se cucinato da qualcun altro, vista la mia irreparabile goffaggine ai fornelli). Cosa mi piace del mio lavoro? Trovo affascinante la straordinaria complessità di intrecci biologici, psicologici e culturali alla base di un gesto apparentemente tanto semplice come il nutrirsi: il cibo è molto più di un bisogno organico, è un potente evocatore di ricordi, legami affettivi e tradizioni. Solo una visione a tutto tondo del delicato rapporto uomo-cibo, sostenuta dalla voglia instancabile di esplorare e dalla capacità di rinnovare lo stupore di fronte alle scoperte, può garantire il raggiungimento del benessere. Oltre alla dietista, c'è una persona che ama i temporali estivi e i libri di carta, un'appassionata di bische clandestine di giochi di società e un'ascoltatrice ossessiva compulsiva di musica rock (ma che non esita un attimo a sciogliersi alle dolci note di un pianoforte). Il profumo di una torta che aleggia per casa e il calore del mio adorato cane accoccolato ai miei piedi sono per me la cornice della felicità.