Smart Food: quando le spezie proteggono la salute

Smart Food: quando le spezie proteggono la salute

E’ ormai dimostrato che una corretta alimentazione non si limita a fornire all’organismo le sostanze di cui ha bisogno per essere efficiente. In realtà, la nutrizione agisce ad un livello più profondo: le molecole di alcuni cibi possono infatti interagire con il DNA e grazie a questa interazione si può preservare la condizione di benessere e rallentare i processi dell’invecchiamento. Tali alimenti salutistici sono denominati “Nutraceutici” e sono noti al grande pubblico come “Smart Food”.
 
Tra i moltissimi alimenti “funzionali” che il mondo ci offre, un grande contributo è dato dalle spezie. Ne esistono moltissime varietà che si differenziano per colore, odore e sapore ma tutte hanno in comune la presenza di molteplici principi attivi che danno – appunto – una importante azione nutraceutica.
 
Scopriamone alcune e vediamo di quali non possiamo fare a meno!
 

Smart Food: ecco le spezie che fanno bene alla nostra salute!

 

spezie smart food

Lo Zafferano si ottiene dagli stami del fiore della Crocus Sativa

 
Partirei da una pianta tipicamente mediterranea: lo Zafferano. La spezia che si ottiene dagli stami del fiore Crocus Sativa è caratterizzata da più di 150 composti bioattivi. Infatti, lo zafferano è ricco di terpeni, flavonoidi, antocianine e carotenoidi. Ma in che cosa si traduce, a livello salutistico, la presenza di queste sostanze? Sicuramente lo zafferano ha una importante azione antiossidante e di potenziamento della risposta immunitaria che porta alla riduzione del rischio di insorgenza di alcune patologie degenerative, quali cancro e malattie cardiovascolari.
 
Simile allo zafferano per il caratteristico colore giallo, tanto da essere definita lo Zafferano delle Indie, la Curcuma. Nei rizomi di Curcuma Longa è presente una sostanza polifenolica chiamata curcumina, sulle cui proprietà si nutrono molte speranze. Infatti, la curcumina si è rivelata un ottimo agente terapeutico verso svariati meccanismi pro-infiammatori. Recentemente, molti studi effettuati su cavie o in vitro hanno dimostrato la sua efficacia in una vasta gamma di malattie: gastrointestinali (in particolare le epatiti), neurodegenerative, cardiovascolari, allergiche, infiammatorie, metaboliche (come il diabete) e nel cancro. A tal proposito è importante ricordare che la piperina – il principio attivo del pepe – aumenta anche di mille volte la biodisponibilità della curcumina e che l’assorbimento di tale sostanza è migliorato dall’abbinamento a qualche grasso. Dunque, perché non sfruttare questa “sinergia alimentare” preparando una pietanza a base di alici (ricche di acidi grassi della serie ω-3), curcuma con un’idea di pepe macinato fresco?
 
Di grande tendenza negli ultimi anni, a ragione per i benefici che apporta alla salute, lo Zenzero. La spezia si ricava da un rizoma carnoso e riccamente ramificato e i suoi principi attivi sono dati dall’olio essenziale, da resine, mucillagini e da flavonoidi (quercitina, epicatechina, narigenina). Data la grande presenza di flavonoidi , lo zenzero ha un effetto antiossidante ma a questa spezia si riconosce anche un effetto digestivo, tanto da essere indicato in gravidanza in caso di nausea. Tuttavia, gli effetti benefici non finiscono qui dato che è un importante antinfiammatorio (porta ad una riduzione nella sintesi di prostaglandine e trombossani, responsabili dei processi infiammatori) e antitumorale. Infatti, grazie ad una serie di studi è stato dimostrato come alcuni metaboliti siano dei composti bioattivi capaci di inibire la crescita delle cellule tumorali.
 

smart food spezieLo sapevi che.. la capsaicina nelle persone diabetiche migliora l’azione dell’insulina?

 
Infine, per concludere la nostra breve carrellata nel colorato mondo delle spezie, come non nominare l’amato Peperoncino? Si tratta infatti di un concentrato di salute se pensiamo che è ricchissimo di alcune vitamine (soprattutto A, C, E, PP) e di sali minerali. Tuttavia, la caratteristica che lo rende davvero speciale è la presenza di un composto bioattivo chiamato capsaicina. Dunque, l’attività nutraceutica del peperoncino è davvero varia ma tra le principali caratteristiche benefiche ricordiamo la sua attività antiossidante – data dalla presenza di vitamina C e di carotenoidi – grazie alla quale si combattono e ritardano i processi di invecchiamento cellulare. Inoltre, grazie ad una serie di ragioni ed in particolare per la presenza della capsaicina, il peperoncino sembra essere utile nella prevenzione delle malattie cardiovascolari. Infatti, questo composto bioattivo tende a migliorare la circolazione sanguigna e agisce da antiaggregante lavorando in sinergia con la vitamina PP e la vitamina E che, rispettivamente, conferiscono elasticità ai capillari e migliorano l’ossigenazione del sangue. La capsaicina, inoltre, è utile anche nei soggetti diabetici in quanto migliora l’azione dell’insulina.
 
Spero di avervi incuriositi almeno un po’ riguardo il fantastico mondo delle spezie e ricordiamoci che la prevenzione inizia a tavola: ecco un buon modo per proteggere la nostra salute!

 

PhotoCredits: AnthroposMagazine ; Azienda Bonato ; GreenMe Brasil

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Alessandra Leoni

Alessandra Leoni

Biologa nutrizionista iscritta all'ordine nazionale dei biologi, Alessandra Leoni si è laureata in Scienze degli Alimenti all'Università politecnica delle Marche, conseguendo poi la laurea magistrale in Biologia Molecolare, Sanitaria e della Nutrizione presso l'Università degli Studi di Urbino "Carlo Bo". Da gennaio 2014, svolge la libera professione di Biologa Nutrizionista nei territori di Civitanova Marche, Pagliare del Tronto e San Benedetto del Tronto.