Wurstel: sai cosa c'è dentro?

Wurstel: sai cosa c'è dentro?

I wurstel sono insaccati a base di carne nati tra l’Austria, la Germania e la Svizzera, il cui consumo è largamente diffuso un pò in tutto il mondo.
Si presentano come cilindri di colore rosa chiaro ottenuti dalla macinatura di carne di maiale, di pollo o di tacchino, unita poi ad aromi e a grasso animale e successivamente cotti al vapore, dopo essere stati insaccati.. Almeno, questo è quanto imposto dalla tradizione.
La consuetudine però, ovvero la realtà che si presenta giorno dopo giorno al supermercato, è decisamente diversa.
 
Prendendone una confezione vi siete mai chiesti cosa c’è dentro e da cosa è composta quella pasta rosa? Per scoprirlo abbiamo preso uno (tra i tanti) tipi di wurstel in commercio, quelli di Pollo Suino e Tacchino senza pelle Tobias.
 

wurstel Nell’immagine: l’indice Edo* sui wurstel di pollo, suino e tacchino senza pelle

 

Cosa c’è dentro i wurstel?

 

Carne di pollo separata meccanicamente 52%, acqua, carne di suino separata meccanicamente 13%, carne di tacchino separata meccanicamente 5%, grasso e cotenna di suino, fecola di patate, sale, destrosio, spezie, aromi, aroma di affumicatura, zucchero, stabilizzanti: polifosfati; antiossidanti: eritorbato di sodio, ascorbato di sodio; conservante: nitrito di sodio.

 

Come solito, alcuni ingredienti presentano problemi minori essendo generalmente conosciuti e decisamente poco controversi. Ma, ad esempio, cosa significa “carne separata meccanicamente”? Che cos’è l’aroma di affumicatura o cosa si intende per nitrito di sodio?

Insomma: sai cosa mangi? La risposta è sempre una, te lo dice Edo!
 
Carne separata meccanicamente: la carne separata meccanicamente, che sia di pollo, suino o di tacchino, deriva dalle carcasse dell’animale una volta asportati i tagli più pregiati. La sua qualità, quindi, non è certamente delle migliori. Può essere di due tipi: quella separata ad “alta pressione”, che ha la consistenza di una pasta ed è quella utilizzata per produrre alimenti come i wurstel di cui parliamo oggi, o quella “a bassa pressione”, dall’aspetto simile alla carne macinata. É un prodotto ad alto contenuto di grassi saturi, come la cotenna di cui parleremo tra poco: ricordate cosa sono? Sono una particolare categoria di grassi tipica degli alimenti di origine animale: grazie alla loro forma riescono ad impacchettarsi facilmente andando a creare il tanto temuto grasso. Sono associati, inoltre, all’aumento del colesterolo nel sangue! Altro problema della carne separata meccanicamente è la sua incapacità di conservarsi nel lungo periodo grazie alla ricchezza di grassi: questi facilitano l’irrancidimento! Cerchiamo di evitarla nei limiti del possibile (se non avete voglia di controllare l’etichetta, ricordate che c’è EDO che vi può dare una mano!).
 
Grasso e cotenna di suino: La cotenna non è altro che la pelle del maiale. È un ingrediente estremamente grasso e quindi abbondante fonte di acidi grassi saturi, di cui abbiamo parlato anche sopra!
 
Destrosio: conosciuto anche come glucosio, è lo zucchero più diffuso in natura. È un elemento indispesabile per il nostro organismo, permettendogli di svolgere tutte le sue normali funzioni. Attenzione però: è consigliabile limitarne il consumo in quanto, come tutti gli zuccheri, può essere facilmente convertito in grasso! In combinazione, poi, con l’aggiunta di altro zucchero (come potete vedere dalla ricetta) le possibilità di abusarne aumentano!
 
Aromi e aroma di fumo: gli aromi sono sostanze prodotte in laboratorio identitiche a quelle che si possono trovare in natura (meno costose, però, da recuperare!). L’aroma di fumo, invece, serve a dare all’alimento quel gusto caratteristico di affumicato. Essendo il processo di affumicatura tradizionale lungo e costoso, si preferisce utilizzare il fumo liquido, ottenuto dalla condensazione con acqua fredda del normale fumo di legna. I vantaggi nell’utilizzo di questo aroma sono sicuramente evidenti ma.. il risultato è lo stesso? A voi la scelta.
 
Stabilizzanti: polifosfati (E452) – i polifosfati sono composti organici utilizzati come stabilizzanti, utilizzati per impedire alle varie componenti di un prodotto alimentare di separarsi, mantenendo le proprietà fisiche. Hanno la capacità di trattenere molta acqua, portando il prodotto a crescere di volume. La loro presenza, quindi, non è indice di qualità nella materia prima!
In alcuni studi sono stati correlati alla comparsa di problemi renali, digestivi e occlusioni intestinali. Hanno anche un’azione sequestrante: possono infatti interferire con la normale assimilazione intestinale di alcuni minerali, tra cui ferro e calcio!
 
Fecola di patate: cosa c’entra, vi chiederete voi, la fecola di patate con i wurstel? Ricopre una funzione simile a quella dei polifosfati, legare le componenti e dare consistenza al prodotto.
 
Nitrito di sodio (e250) è un additivo utilizzato come conservante sintetico per impedire la crescita e lo sviluppo del botulino. Viene impiegato, inoltre, nei prodotti a base di carne per mantenere vivo il colore rosso. Attenzione: è un additivo controverso! I nitriti sono i probabili precursori di composti cancerogeni (le nitrosammine) che possono formarsi anche nel nostro stomaco, grazie all’ambiente acido. A dosi alte i nitriti possono reagire con l’emoglobina ostacolando così il trasporto di ossigeno. Inoltre il sodio che contiene si va a sommare a quello già presente negli alimenti o aggiunto con il sale da cucina!

 

I wurstel industriali sono un alimento controverso, copia lontana di quelli prodotti dalla tradizione. Osservare con cura le etichette aiuta a scegliere con consapevolezza quello che da li a poco, finirà per nutrirci. Non sapete come fare? Ricordate che possiamo venire anche noi di Edo ad aiutarvi a scegliere il cibo davvero sano: basta scaricarci!

 

*Il punteggio è calcolato sui fabbisogni di un uomo di 26 anni

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Enza Gargiulo

Enza Gargiulo

Sono Maria Vincenza, per gli amici Enza, laureata in Scienze e Tecnologie Alimentari. Allergica a tutto (o quasi) quello che madre natura ha creato, amo molto stare in cucina e provare e riprovare tutte le ricette che mi vengono in mente. Inguaribile ottimista, cerco di prendere sempre il buono da ogni situazione e di restare allegra il più possibile nel corso delle giornate. E se la sera mi sento stanca, una buona compagnia e un bel bicchiere di vino mi rimettono in forze e sono sempre pronta a far festa!